L’incidenza delle malattie orali aumenta durante la gravidanza. Sebbene il trattamento dentale si sia dimostrato sicuro, a causa della mancanza di un consenso clinico autorevole alcuni dentisti sono riluttanti a fornire terapie dentali e molte donne hanno timore nel riceverle. Le poche linee guida cliniche sono comunque chiare nell’affermare che non solo è sicuro, ma anche necessario assicurare i trattamenti dentali durante la gravidanza. Lasciare infiammazioni gravi e dolore non trattati durante la gravidanza può portare infatti a emergenze più gravi, che potrebbero richiedere chirurgia in anestesia generale, ospedalizzazione e parto prematuro.
Gli anestetici locali comunemente usati in clinica sono molti, tra cui anestesia per infiltrazione con articaina al 4% e mepivacaina al 3%, lidocaina al 2%, bupivacaina allo 0,5% e anestesia a blocco con mepivacaina al 2%. Tuttavia, la gravidanza comporta molti cambiamenti fisiologici, e i farmaci somministrati alla madre possono raggiungere il feto attraverso la placenta. Pertanto, la scelta degli anestetici e degli approcci anestetici deve essere attentamente considerata per la gestione perioperatoria e intraoperatoria delle pazienti in gravidanza.
In questo contesto, un gruppo di lavoro dell’Università di Sichuan, in Cina, è partito dalla fisiologia per effettuare considerazioni approfondite sull’anestesia locale orale, pubblicate su PeerJ. Per la loro disamina, gli autori hanno effettuato una ricerca sui principali database medico-scientifici per esaminare gli articoli riguardanti la fisiologia materna e fetale, la farmacologia degli anestetici locali e le loro applicazioni per il trattamento orale.
Il risultato è che l’anestesia locale orale standard è sicura durante tutta la gravidanza. Attualmente, la lidocaina al 2% con epinefrina 1:200.000 è considerata l’anestetico che meglio bilancia sicurezza ed efficacia per le donne in gravidanza. Le considerazioni materne e fetali devono essere prese in esame per adattarsi ai cambiamenti fisiologici e farmacologici durante il periodo di gestazione. Si suggeriscono la posizione semi-supina, il monitoraggio della pressione sanguigna e la rassicurazione per le madri ad alto rischio. Per le pazienti con malattie preesistenti, come eclampsia, ipertensione, ipotensione e diabete gestazionale, i medici dovrebbero usare l’epinefrina con cautela e controllare la dose di anestetico. Nuove formulazioni di anestesia locale e strumenti, che contribuiscono a ridurre il dolore da iniezione e alleviare l’ansia, sono stati sviluppati o sono in fase di sviluppo, ma restano poco studiati.
La conclusione è dunque che «l’anestesia locale è sicura sia per la madre che per il feto, a condizione che venga scelto un anestetico adatto e che vengano seguite linee guida dettagliate».
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal




