Uno studio turco, comparso sulle pagine di Bmc Oral Health, ha indagato in modo approfondito l’influenza del colore del camice del dentista sull’ansia nei bambini, utilizzando una combinazione di metodi psicometrici, proiettivi e fisiologici per ottenere una valutazione quanto più completa possibile. I partecipanti, bambini di età compresa tra 6 e 12 anni, sono stati divisi in due gruppi in base al colore del camice dell’odontoiatra, bianco o colorato (rosa), e sono stati sottoposti a due appuntamenti distinti: una visita di controllo e un trattamento preventivo non invasivo.
I risultati mostrano in modo significativo che i livelli di ansia erano maggiori nei bambini visitati da dentisti in camice bianco rispetto a quelli del gruppo con camice colorato, sia prima della visita che prima del trattamento. Anche i disegni realizzati dai bambini hanno evidenziato punteggi di ansia inferiori dopo il trattamento nel gruppo del camice colorato. Dal punto di vista fisiologico, la frequenza del polso prima e dopo entrambi gli appuntamenti risultava costantemente più alta nel gruppo del camice bianco, a indicare una maggiore attivazione simpatica legata allo stress. Sebbene non siano emerse differenze significative nei valori di pressione arteriosa sistolica e di saturazione di ossigeno, i valori di diastolica risultavano più variabili nel gruppo colorato, probabilmente per fattori individuali non direttamente controllabili nello studio.
L’importanza della componente visiva nella percezione del dentista da parte del bambino è stata sottolineata anche dalla scelta del colore rosa come camice testato, sulla base di precedenti ricerche che associavano questo colore a emozioni positive e rassicuranti. La letteratura, infatti, evidenzia che le uniformi vivaci e amichevoli, come il rosa o l’azzurro, sono generalmente preferite dai bambini e aiutano a contenere stati d’ansia, soprattutto nei soggetti più suscettibili o con esperienze odontoiatriche pregresse negative. Lo studio ha volutamente escluso trattamenti invasivi o dolorosi e ha utilizzato la tecnica “tell-show-do”, proprio per isolare l’effetto del colore del camice come variabile di interesse.
I risultati confermano dunque che anche elementi apparentemente secondari, come l’abbigliamento del clinico, possono influenzare significativamente l’esperienza del paziente pediatrico. Nonostante alcune limitazioni, come l’uniformità del sesso e dell’abbigliamento dell’operatore e la provenienza del campione da un unico centro universitario, lo studio rappresenta un contributo innovativo, essendo il primo a integrare tre diverse modalità di valutazione dell’ansia legata all’aspetto del medico. In un’ottica preventiva e non solo terapeutica, questi dati invitano a una riflessione più ampia sulla comunicazione visiva e simbolica in ambito pediatrico.
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal




