Un gruppo di ricercatori dell’Università ebraica di Gerusalemme ha pubblicato su Nature Communications uno studio che ridefinisce la comprensione delle origini immunologiche della malattia parodontale, dimostrando che gli anticorpi materni trasferiti durante la gravidanza svolgono un ruolo determinante nella resistenza alle forme aggressive di malattia parodontale in età adulta.
Lo studio si è focalizzato sul periodo di transizione immediatamente successivo alla nascita, quando il cavo orale viene esposto per la prima volta a un’ampia varietà di microrganismi. Le madri forniscono alla prole strumenti immunitari essenziali attraverso due distinte vie: il trasferimento in utero e l’allattamento al seno. Sebbene entrambe rivestano importanza, i loro ruoli nella strategia difensiva a lungo termine risultano profondamente diversi. Gli anticorpi di classe IgG trasferiti durante la gravidanza – definiti IgG di derivazione prenatale – raggiungono le ghiandole salivari neonatali e vengono secreti nella saliva. La loro funzione è quella di modulare il tono immunologico del nascituro, promuovendo la tolleranza immunologica verso il microbiota commensale e preparando contestualmente il sistema immunitario a rispondere alle minacce future. Nei modelli sperimentali in cui questi anticorpi erano assenti, la prole ha mostrato un’iperattivazione delle cellule immunitarie, cariche batteriche più elevate nelle ghiandole salivari e a livello gengivale e, in età adulta, una marcata suscettibilità alla parodontite, con quadri di infiammazione distruttiva e perdita ossea a carico dei tessuti di supporto del dente.
Gli anticorpi veicolati attraverso il latte materno assolvono invece una funzione distinta: favoriscono la maturazione strutturale dell’epitelio orale, ovvero del rivestimento protettivo del cavo orale. In particolare, regolano la tempistica con cui la mucosa orale acquisisce la propria integrità strutturale e difensiva nella fase appropriata dello sviluppo. Questo meccanismo si è dimostrato altamente sensibile all’ambiente microbico circostante: in assenza di tali anticorpi, o quando il loro effetto veniva perturbato dalla somministrazione di antibiotici, l’integrità fisica della barriera mucosale risultava compromessa.
Sul piano microbiologico, lo studio ha identificato che le IgG materne riconoscono e si legano specificamente ad alcuni microrganismi opportunisti del cavo orale, in particolare appartenenti alla famiglia Pasteurellaceae, specie batteriche a potenziale patogeno condizionato associate alle forme più aggressive di parodontite. Questa scoperta apre prospettive concrete per strategie preventive di tipo vaccinale: l’immunizzazione materna in gravidanza potrebbe potenziare il titolo anticorpale specifico trasferito al nascituro, condizionando favorevolmente la risposta immunitaria del futuro adulto verso le infezioni orali croniche.
I risultati offrono una nuova chiave di lettura sull’origine della malattia parodontale, suggerendo che la suscettibilità individuale possa essere in parte determinata già nel periodo prenatale, molto prima dell’eruzione dentaria e dell’instaurarsi del biofilm sottogengivale. Lo studio ha implicazioni evidenti nell’ambito della prevenzione primaria e invita a considerare la finestra perinatale come un momento strategico di intervento per la salute orale nel corso dell’intera vita.
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal




