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Condizione clinica
La malattia parodontale dell’adulto è caratterizzata da un’infiammazione cronica dei tessuti parodontali che esita nella loro distruzione e dunque in un riassorbimento dell’osso alveolare di sostegno. I segni clinici della malattia parodontale comprendono il sanguinamento gengivale e la mobilità dentale (perdita di attacco), fino alla perdita dell’elemento dentale.
Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata da un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue e in grado di provocare numerose complicanze sistemiche come disturbi cardiovascolari, retinopatia, nefropatia, neuropatia e disturbi dentali, tra cui una maggior prevalenza di malattia parodontale.
Negli ultimi anni alcuni studi hanno valutato la bidirezionalità tra i due fenomeni: i soggetti affetti da diabete mellito sono frequentemente affetti anche da malattia parodontale e viceversa. Entrambe queste condizioni patologiche, infatti, sembrano essere regolate dai processi infiammatori e tale condizione potrebbe spiegare la bidirezionalità tra i due fenomeni.
La ricaduta pratica per gli odontoiatri è quella di indirizzare i pazienti affetti da malattia parodontale verso indagini sistemiche atte a escludere la concomitante presenza di diabete mellito. Studi precedenti hanno infatti messo in luce che il 40,7% dei pazienti odontoiatrici di età inferiore ai 45 anni e senza diagnosi di diabete mellito ha valori di emoglobina glicosilata intorno a 5,7% o più alta, quindi appena inferiore alla soglia del 6% che è stata identificata dalla Società italiana di diabetologia come il segnale di una condizione di pre-diabete.
Dati di evidenza scientifica
Stöhr e collaboratori hanno condotto una revisione sistematica e metanalisi di studi osservazionali per investigare l’associazione bidirezionale tra malattia parodontale e diabete mellito. Il lavoro ha incluso 15 studi di coorte e il livello di evidenza dei risultati è stato interpretato mediante il sistema Grade.
Tutti gli studi inclusi consideravano come outcome la profondità di sondaggio (ppd) come misura del livello clinico di attacco parodontale (cal) e il dosaggio ematico dell’emoglobina glicosilata o glicata per stabilire e quantificare il diabete mellito.
Nello specifico della metanalisi, 10 studi collegavano i disturbi parodontali con il diabete mellito con un rapporto di associazione tra le due condizioni (rischio relativo rr + ci 95%) pari a 1.26 (ci 95% 1.12-1.41), mentre 5 studi collegavano le due patologie con un rapporto di associazione pari a 1.24 (ci 95% 1.13-1.37).
I risultati dell’indagine sistematica confermano un rapporto di associazione bidirezionale tra il diabete mellito e la malattia parodontale.
Le spiegazioni scientifiche di questa associazione positiva sarebbero legate a una maggior presenza di mediatori infiammatori (interleuchina 1-β) nel fluido sulculare e nelle tasche parodontali dei pazienti con scarso controllo glicemico, così come i batteri gram negativi presenti nelle tasche parodontali sono in grado di aumentare il valore sierico di alcuni marker infiammatori (proteina c-reattiva), in grado di favorire l’insulino resistenza cellulare.
Implicazioni cliniche
1) Esiste un’associazione bidirezionale tra malattia parodontale e diabete mellito e le relative manifestazioni cliniche patologiche.
2) L’odontoiatra, osservando un elevato numero di pazienti affetti da malattia parodontale, dovrebbe indirizzare questi ultimi verso delle indagini sistemiche per eventualmente confermare o escludere la concomitante presenza di diabete mellito.





