
Alessandro Rampello
Problematiche occlusali, squilibri neuromuscolari e problematiche muscolo-tensive possono avere un impatto negativo sulle performance degli artisti della voce. Un congresso a Roma propone la rieducazione funzionale con bite
Il bite, oltre a trattare i disturbi del sonno e le problematiche occlusali, può aiutare i cantanti migliorandone la performance vocale. Su questo tema, che unisce odontoiatria e arte in una sinergia sorprendente, parla Alessandro Rampello al Congresso di rieducazione funzionale, in programma il 20 e 21 giugno a Roma presso l’Hotel Universo, dedicato all’importanza della rieducazione funzionale negli squilibri neuromuscolari e della voce (per informazioni: ipermedical.congress@libero.it).
Rampello, che si occupa di gnatologia da oltre quarant’anni e che ha maturato un’importante esperienza sul trattamento dei disturbi dell’Atm e sui dolori e tensioni neuromuscolari del distretto cranio-cervico-mandibolare, si è dedicato in modo particolare allo studio dei bite e del loro funzionamento, pubblicando anche un libro sull’argomento (1) e numerosi articoli scientifici. Negli ultimi 15 anni, questi studi lo hanno portato a ideare e brevettare un bite specifico che coinvolge la lingua in modo primario: il Bite anello linguale Ripara (Rieducatore posizionale attivo Rampello).
Dottor Rampello, quando è come è nata l’idea del bite Ripara?
L’idea del Bite anello linguale Ripara è nata già nel 2004, quando ho scritto l’Atlante di gnatologia. Nel testo avevo riportato una grande ricerca sui diversi bite esistenti a livello internazionale. Tutti questi dispositivi basavano però il loro funzionamento sul concetto di svincolare i denti dai contatti occlusali e sul rilassamento dei muscoli masticatori, mentre nessuno dei bite coinvolgeva primariamente la lingua. Tutti i bite venivano inseriti in bocca durante il sonno esclusivamente in modo statico e passivo, mentre nessuno era stato proposto per fare eseguire anche esercizi dinamici e rieducativi funzionali ai pazienti durante le ore di veglia.
Quindi in pratica ha ideato un bite specifico per far eseguire esercizi ai pazienti e per la rieducazione della lingua?
Esatto. Il Bite anello linguale Ripara, grazie alla sua particolare morfologia data dai due archi che vanno a formare l’anello linguale, coinvolge direttamente il paziente. Per realizzarlo e strutturarlo ci sono voluti oltre vent’anni di studi, modifiche e ricerche.
Gradualmente, analizzando i risultati positivi dei vari prototipi pubblicati in diversi lavori scientifici, sono arrivato al dispositivo definitivo di oggi: il primo universale con un anello linguale. L’anello guida la lingua a spostarsi verso l’alto, verso la papilla interincisiva, e contemporaneamente guida la mandibola in avanti e questo consente anche ai denti di svincolarsi dai contatti occlusali. Queste tre azioni modificano in modo significativo la lunghezza e le proprietà meccaniche di tutti i muscoli masticatori, linguali, sopra e sottoioidei, e anche la posizione dell’osso ioide, di conseguenza anche dei muscoli laringo-faringei, retronucali e di tutto l’apparato stomatognatico. Queste funzioni, unite agli esercizi dinamici funzionali, tendono a modificare tutti i vecchi paradigmi, sia delle forze sia degli engrammi neurofunzionali.
Quali sono le indicazioni all’utilizzo?
Riducendo la capacità di forza dei muscoli masticatori, il Ripara è indicato per ridurre e controllare il serramento dei denti e il bruxismo e di conseguenza trova applicazione per tutti i disturbi correlati come: tensioni e contratture muscolari che spesso sono alla base di mal di testa, cefalee, cervicalgie tensive. Ma essendo anche un bite di riposizionamento, è indicato per i rumori e i dolori all’Atm. Ovviamente, come già detto, deve essere utilizzato in modo attivo anche durante il giorno per eseguire gli esercizi specifici e non solo durante la notte in modo passivo.
Come è nata l’idea della sua applicazione nei cantanti?
L’idea di applicazione nei cantanti è nata quasi per caso. Nel 2017 ero stato invitato a fare un corso per logopedisti. Tra questi, uno era maestro di canto classico e cantante lui stesso: alla fine del corso mi ha chiesto ulteriori spiegazioni, dicendo che aveva delle forti contratture ai muscoli masticatori che gli impedivano di cantare in modo libero e fluido, quindi voleva provare a utilizzare per questi suoi problemi il bite che avevo presentato.
Dopo averlo provato per un mese, le contratture si erano completamente risolte, ma la cosa stupefacente era che aveva scoperto delle tonalità e dei timbri di voce che non aveva mai percepito prima. Questo ovviamente mi ha molto incuriosito. Con lo stesso paziente e congiuntamente a una foniatra anche lei cantante – responsabile del settore voce presso il Teatro dell’Opera di Roma – abbiamo organizzato uno studio su 35 cantanti. I risultati sono stati veramente strabilianti. Tutti i cantanti riferivano una notevole libertà e percepivano delle timbriche di voce diverse. La cosa ha poi trovato riscontro anche da un punto di vista strumentale tramite un programma computerizzato, che avevamo utilizzato per registrare le frequenze delle voci sia prima che dopo l’utilizzo del bite per fare gli esercizi di canto.
Ma in che modo il bite può migliorare le performance vocali?
Le corde vocali sono una delle componenti del sistema voce e sicuramente il più importante. Ma un’altra componente determinante è costituita dal tratto vocale, la parte “aerea” che si trova sopra le corde vocali, che comprende la faringe e le parti respiratorie e che contribuisce in maniera rilevante alla emissione e alla timbrica del suono. Se ci sono delle contratture in queste aree, il suono non viene emesso nel migliore dei modi. Quindi ridurre le contratture, riequilibrare il tono e la capacità elastica muscolare, mediante soprattutto esercizi eseguiti in bocca, aiuta a ritrovare e a migliorare proprio la risposta di queste strutture.
Di tutto ciò, di come si applica e come va gestito nei cantanti parleremo al primo Congresso di rieducazione funzionale che si svolgerà a Roma il 20 e 21 giugno, in cui ci sarà un laboratorio sulla voce con specialisti del settore che istruiscono i migliori cantanti.
Quali sono le problematiche odontoiatriche o muscolari più comuni nei cantanti che portano all’uso del bite?
I cantanti sono molto soggetti a problematiche muscolo-tensive perché utilizzano moltissimo tutti i muscoli cranio-facciali: mimici, masticatori, sopra e sotto ioidei, faringo-laringei, retronucali; se sono anche dei serratori e bruxisti possono facilmente andare incontro a contratture muscolari e a volte anche a disfunzioni temporo-mandibolari. Quindi l’utilizzo di un bite specifico che riesca a ridurre le contratture e allo stesso tempo possa essere utilizzato anche per eseguire esercizi specifici per il canto, trova un’importante indicazione.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
1) Rampello A. ATM Testo atlante: concetti fondamentali – anatomia, fisiologia, eziologia, fisiopatologia, patologia, diagnosi, terapia. Bologna: Martina; 2004.]
UN BITE COGNITIVO: IL RUOLO DELLA LINGUA
Il Bite anello linguale Ripara non è un elemento passivo che si limita a distanziare i denti, ma è un apparecchio funzionale rieducativo attivo: è dinamico perché guida la mandibola e i condili a riposizionarsi in avanti e la lingua ad andare verso l’alto, ed è cognitivo perché il paziente deve fare degli esercizi con la lingua, di deglutizione, di fonazione, di respirazione e di dizione. Quindi abbina i concetti della gnatologia classica a quelli della rieducazione miofunzionale, in più è un bite di riposizionamento vero e proprio.
La lingua, fino ad oggi, è stata poco considerata dagli gnatologi. Quest’organo è invece oggetto di molte attenzioni da parte di altri professionisti, come logopedisti, osteopati e fisioterapisti; solo di recente la gnatologia la sta inserendo nei protocolli terapeutici. A differenza dagli altri dispositivi, il Ripara non ha ganci ed è pertanto la lingua che lo mantiene per mezzo dell’arco palatale; nel contempo l’apparecchio guida la lingua a posizionarsi in avanti e in alto allo “spot”. Si crea un gioco di equilibri reciproci tra la lingua e l’anello linguale, in cui la lingua viene integrata nella terapia gnatologica e diventa un “bite naturale”. Il tutto stimola il paziente a un’importante collaborazione attiva, ma soprattutto a una maggiore consapevolezza cognitiva e a tenere la lingua in alto con i denti disserrati. La nuova postura va a modificare l’azione meccanica delle forze dei muscoli masticatori e la propriocezione neuro-muscolare, con riduzione del serramento e del bruxismo. Si favorisce così la riprogrammazione comportamentale e degli engrammi posturali mandibolo-cranici, con importanti riflessi sui dolori cranio-cervico mascellari.
A tutto questo si associano gli esercizi fisici rieducativi eseguiti con il Ripara in bocca, che attivano strategie e tempistiche gestionali totalmente diverse da quelle proposte con i bite classici utilizzati dai pazienti in modo passivo. Tutto questo va a modificare il vecchio sistema d’ingranaggio occluso-dentale, articolare e di forze dei muscoli masticatori, sopra e sotto-ioidei e cervico-facciali, in modo da decondizionare e poi riequilibrare lo stesso sistema con una nuova coordinazione neuro muscolare e posturale.
In pratica, Ripara tende a guidare la mandibola in una posizione avanzata e la lingua in alto. Queste due azioni contemporanee modificano le leve e i principi meccanici dei muscoli, riducendo anche i carichi delle forze. Tutti i rapporti mandibolo-occlusali e la lingua assumono un nuovo posizionamento in modo che il paziente non riesce più a stringere come prima, perché essendo in posizione più alta con la punta allo “spot”, la lingua stessa funge da antagonista dei muscoli che chiudono con forza i denti, mentre l’avanzamento della mandibola modifica gli abituali vettori delle forze dei muscoli masticatori. Ne consegue che il paziente non riesce a stringere più con la stessa intensità e riduce l’affaticamento muscolare, quindi diminuiscono i dolori cranio cervicali, i mal di testa e le contratture.
Alessandro Rampello
Odontoiatra





