Condizione clinica
Con il termine black stain si intendono delle pigmentazione brunaste/nere che compaiono sullo smalto dentale, in prossimità dell’area cervicale, nei bambini e negli adolescenti.
Si tratta di un biofilm pigmentato particolarmente organizzato e alla sua formazione sembrano essere coinvolte delle specifiche specie batteriche del microbioma orale di alcuni bambini come la Prevotella melaninogenica, la Prevotella intermedia e l’Actinomyces naeslundii.
L’aspetto pigmentato di questi depositi è dovuto alla reazione tra il sulfuro d’idrogeno prodotto dai batteri sopraccitati e lo ione ferro presente nella saliva e negli alimenti consumati.
In letteratura scientifica sono riportati diversi studi osservazionali che mettono in luce come i bambini che presentano black stain a livello dello smalto cervicale hanno un basso o nullo rischio individuale di carie. I meccanismi che correlano le black stain al basso rischio individuale di carie non sono noti e diverse ipotesi sono state avanzate, tra le quali una competizione batterica tra i batteri black stain e i batteri cariogeni (Streptococcus mutans e lattobacilli principalmente) nel contesto del microbioma orale.
Alcuni studi sottolineano come l’acquisizione salivare dei batteri black stain da parte del bambino avviene nei primi mesi di vita e, come per i batteri cariogeni, la trasmissione è di tipo diretto o orizzontale a partire dalla saliva del genitore, generalmente della mamma.
Dati di evidenza scientifica
Mousa e i suoi collaboratori hanno eseguito una revisione sistematica e metanalisi per verificare se gli elementi dentali primari dei bambini che presentano black stain a livello dello smalto dentale cervicale hanno una minor presenza di lesioni cariose rispetto agli stessi elementi dentali dei bambini che non presentano tali pigmentazioni.
La revisione sistematica ha evidenziato che i bambini che presentano black stain a livello dello smalto dentale cervicale hanno una ridotta esperienza di lesioni cariose, considerando sia il parametro dmft sia il parametro dmfs.
La metanalisi è stata condotta in maniera molto razionale, formulando un forest plot specifico per le diverse tipologie di studi inclusi (trasversale, caso-controllo, misto) che correlano la presenza di black stain e la presenza di lesione cariosa. Tutti i forest plot formulati hanno evidenziato un odds ratio inferiore a 1, che significa che le black stain sono un fattore protettivo verso lo sviluppo della lesione cariosa.
I singoli forest plot presentavano, per ogni categoria di lavori, un valore di eterogeneità degli studi considerati medio-basso, un discreto/ampio intervallo di confidenza (95%), per la maggior parte spostato a favore del rapporto black stain versus bassa presenza di lesione cariosa.
Implicazioni cliniche
1) La presenza di black stain nel paziente pediatrico è da considerarsi un fattore protettivo nei confronti delle malattia carie e della sua manifestazione rappresentata dalla lesione cariosa e sono verosimilmente associate a specie batteriche specifiche e antagoniste dei batteri cariogeni.
2) La presenza delle black stain rappresenta di sicuro un inestetismo dentale, ma è necessario un confronto tra l’odontoiatra e i genitori del piccolo paziente sul rapporto rischio/beneficio della loro rimozione, anche in considerazione del fatto che tendono a scomparire spontaneamente verso l’età adulta.





