Lo smalto, che copre e protegge la dentina, ha una struttura cristallina composta da fasci di prismi di idrossiapatite avvolti da una guaina proteica che li tiene assieme. La superficie dello smalto è piuttosto ruvida se analizzata al Sem, ma è comunque impermeabile quando è in stato di salute.
Durante le sedute di sbiancamento professionale vengono utilizzati i perossidi, che ossidano la componente proteica (pigmenti) per sbiancare il dente. In caso di esposizione prolungata o uso di elevate concentrazioni, la componente proteica viene al contempo sbiancata e stressata, favorendo così la demineralizzazione. Per questo motivo molti sbiancanti includono agenti remineralizzanti e desensibilizzanti a base di fluoruro di calcio e nitrato di potassio. Inserire questi minerali nella formulazione di un materiale che viene applicato sui denti però non basta. Si tratta infatti di materiali inerti e in assenza di un meccanismo in grado di stimolare un legame chimico, si potrà avere solo una blanda deposizione, con un’adesione esclusivamente meccanica allo smalto.
L’innovazione di BlancOne Home+ sta proprio in un meccanismo sinergico, in cui l’azione ossidativa delle molecole di perossido, svolge una tripla azione: oltre a dissolvere il biofilm e sbiancare i denti, attiva l’azione catalizzante delle vitamine D e K per produrre ioni Ca e P e un flusso amplificato di nanoparticelle d’idrossiapatite.
Il risultato dell’attivazione delle vitamine D e K è la creazione di uno straordinario ambiente rigenerativo che, attraverso un processo di deposizione forzata e legame chimico di ioni e nanoparticelle strutturali nelle micro-fratture dello smalto e nei tubuli dentinali esposti, unisce all’azione sbiancante un’azione protettiva, ristrutturante e desensibilizzante dello smalto e della dentina esposta nei denti trattati: quello che può essere definito un vero e proprio trattamento di ringiovanimento dentale.
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