Mi piacerebbe condividere qualche considerazione sulla mia esperienza con PRX-T33 (GPQ srl, www.wiqo.it), che è entrato a far parte della routine di trattamenti estetici nella mia esperienza clinica di odontoiatra. È un prodotto da tempo ben noto sul mercato e vanta ormai alcuni milioni di applicazioni in tutto il mondo. Ma ha suscitato il mio interesse perché particolarmente versatile, di facile e rapida applicazione, utile ed efficace da solo, ma anche per amplificare e perfezionare gli effetti di tantissime procedure in medicina estetica con cui può essere combinato.
Non meno importante l’elevata sicurezza d’impiego, scarsissimi e rarissimi effetti indesiderati, in genere lievi e transitori. Altri vantaggi interessanti sono la possibilità di usarlo in tutte le stagioni, su tutti i tipi di pelle e in tutte le fasce d’età negli adulti e non meno importante l’applicazione non invasiva mediante un massaggio specifico, che vince la resistenza dei pazienti agofobici più restii.
Ecco quel che è in grado di fare. Realizza una biorivitalizzazione senza aghi, un effetto di miglioramento della la skin quality attraverso la produzione di neo-collagene e riarrangiamento della matrice dermica. Un effetto transitorio di miglior turgore è immediatamente apprezzabile, è molto gradito dal paziente e verrà reso più duraturo nel tempo dal collagene neoformato. Un risultato che permane per alcuni mesi si ottiene con un ciclo di applicazioni consecutive.
PRX-T33 contiene essenzialmente TCA, l’acido tricloracetico al 33% in una formulazione brevettata che comprende anche il perossido di idrogeno. L’acronimo TCA evoca immediatamente “una vecchia conoscenza”, una sostanza nota per una certa aggressività, un acido che è da quasi un secolo impiegato come agente per peeling medi e profondi. Il TCA stesso si è rivelato però in grado di attivare una risposta fibroblastica importante per la produzione di neocollagene e un rinnovamento del derma.
L’elemento innovativo portato dal PRX-T33 è una sorta di “addomesticamento” dell’acido tricloracetico, perché nella formulazione brevettata viene reso non aggressivo sull’epidermide grazie alla presenza del perossido di idrogeno, ma mantiene il suo effetto di stimolazione collagenica nel derma. In altre parole PRX-T33, pur contenendo TCA, non è più un peeling, non determina frost, non dà di regola esfoliazione successiva, ma assume un ruolo molto interessante di biorivitalizzante non iniettivo.
Il perossido di idrogeno in bassa concentrazione non si limita ad impedire il danno in superficie, ma agisce in sinergia col TCA nell’amplificare la risposta fibroblastica e il rimodellamento della matrice dermica, come documentato in alcuni lavori scientifici reperibili nella bibliografia.
Il paziente richiede spesso spontaneamente il trattamento, che può essere effettuato settimanalmente anche negli intervalli tra due sessioni successive di un trattamento strumentale a cadenza mensile, e mi consente in tal modo di fidelizzare il paziente e monitorarlo nell’attesa della sessione successiva.
PRX-T33 è un medical device, riservato ai professionisti che imparano ad applicarlo con un training specifico e costituisce un plus molto valido da proporre in associazione a molti trattamenti, con notevole soddisfazione dell’operatore e del paziente stesso.
Al fine di migliorare gli effetti del trattamento, tendo a suggerire al paziente prodotti domiciliari, come la crema idratante e il fluido levigante, abbinati al PRX-T33.
Michele Cassetta
Responsabile della Dental Unit della Clinica Privata Villalba di Bologna e del Mangioni Hospital di Lecco. Responsabile della Medicina Estetica del Poliambulatorio Agresti a Bologna. Docente presso la Scuola di Medicina Estetica e Rigenerativa “Nicalos” di Bari. Docente presso il Master in Estetica Orale e Periorale dell'Università di Parma. Docente presso il Master in Tecniche Avanzate di Medicina Estetica del Volto dell'Università Unicamillus





