Nell’ambito delle terapie chirurgiche parodontali, oggi si tende ad attuare tecniche sempre più conservative, anche grazie alle proposte di vari autori (Cortellini, Tonetti, Trombelli, ecc.) i quali hanno reso il lembo d’accesso alla lesione parodontale sempre più piccolo e meno invasivo. Il motivo di ciò non sta tanto nel minor traumatismo per il paziente, quanto nella possibilità di creare microambienti più contenitivi per il coagulo e/o per i biomateriali rigenerativi. La stabilità del coagulo è infatti il fattore chiave per la rigenerazione parodontale.
Recentemente è stata proposta da Aslan una tecnica molto conservativa denominata “Entire papilla preservation” (1, 2) che prevede una singola incisione verticale, che parte dal margine gengivale controlaterale al difetto e arriva oltre la linea mucogengivale; il lembo viene scollato e tunnellizzato lateralmente senza incidere o scollare la papilla coinvolta, così da evidenziare la tasca infraossea e potervi accedere. Una volta effettuato il debridement della lesione, levigata la radice e valutata la conformazione del difetto residuo, si decide se e che cosa inserire all’interno di esso.
Caso clinico
Nel caso clinico qui esposto, il paziente, settantatreenne, cardiopatico, in terapia con anticoagulanti e in fase di terapia di supporto parodontale, aveva avuto un ascesso sul 1.1 e ci aveva chiesto di salvargli il ponte sostenuto anche da quel dente, possibilmente senza soffrire e gonfiare molto.
La tecnica di Aslan è parsa la più adatta al caso in questione. Si è deciso quindi di usarla esistendo i presupposti ideali per poterlo fare. Il difetto era localizzato su un solo lato (mesiale) della radice del 1.1 (vitale), con profondità di sondaggio max di 7 mm, sia sul versante buccale che su quello palatale. Dopo aver praticato l’incisione verticale e scollato delicatamente il lembo vestibolare, si è effettuata la pulizia del difetto e si è constatato che la sua conformazione era piuttosto ritentiva, anche per il fatto di aver lasciato in situ i tessuti palatali, per cui si è usata solo una amelogenina (Emdogain), senza inserire sostituti ossei; si è riposizionato e suturato il lembo con filo riassorbibile 6 zeri.
Bibliografia:
1. Aslan S, Buduneli N, Cortellini P. Entire papilla preservation technique in the regenerative treatment of deep intrabony defects: 1-Year results. J Clin Periodontol. 2017 Sep;44(9):926-932.
2. Aslan S, Buduneli N, Cortellini P. Reconstructive surgical treatment of isolated deep intrabony defects with guided tissue regeneration using entire papilla preservation technique: A prospective case series. J Periodontol. 2021 Apr;92(4):488-495.
Paolo Gaetani
Medico chirurgo, odontoiatra, socio Sidp. Libero professionista a Lecce





