Nel 2007 la paziente M. M. di anni 69 si è sottoposta alla riabilitazione dei quattro incisivi inferiori sostituendoli con due impianti da 3.3 mm e di lunghezza 13 mm quali pilastri protesici in posizione 3.2 e 4.2 successivamente protesizzati secondo protocolli classici.
Per motivi strettamente personali la paziente non si è potuta recare in studio per i controlli e solo sette anni dopo abbiamo avuto modo di sensibilizzarla in merito ai protocolli di igiene, purtroppo con ritardo. Infatti i danni perimplantari erano già presenti. Così è avvenuto negli anni seguenti in cui, nonostante la consapevolezza della paziente e la nostra frustrazione, ai rari controlli potevamo constatare un peggioramento senza possibilità di intervenire. Fino all’anno in corso, dove l’evoluzione ha portato alla perdita degli impianti.
Questo caso ci è servito per rivedere le procedure chirurgiche, senza tuttavia trovare giustificazioni all’accaduto. Questo per cercare di non imputare tale insuccesso esclusivamente all’indice di placca e tartaro, che in ogni caso, per onore di cronaca, ha graziato altri pazienti che si trascuravano. Non abbiamo chiarito in assoluto che questi siano gli unici responsabili, ma resta un fallimento clinico che almeno possa far riflettere su “cause e concause” che possono subentrare anche nei casi più semplici. Del resto solitamente si ragiona di più sugli insuccessi che sui successi.
La paziente, consapevole e collaborante, verrà riabilitata con protesi mobile tipo Valplast.
Aldo Crespi
Libero professionista a Corsico (Milano)






Effettivamente qs casi provocano frustrazione..igiene e controlli semestrali/annuali sono fondamentali.x onor di cronaca c’è da dire che spesso però si vedono impianti anche dopo anni perfettamente integrati in bocche completamente zozze…cause/motivi di questi fenomeni/processi a oggi risultano haime sconosciute.
Caro Gfoca,
condivisibile quanto scrivi, come accennato nel testo del caso clinico, molti pazienti che si trascurano sono misteriosamente “graziati ” da riassorbimenti e peri-implantiti.
Un saluto e come sempre buon lavoro.
Aldo