Le immagini ottenute tramite tomografia computerizzata cone beam (Cbct) possono aiutare nella diagnosi clinica delle fratture longitudinali dei denti attraverso l’osservazione dei modelli di perdita ossea, fornendo più informazioni rispetto alle radiografie endorali periapicali. Lo affermano, sul Journal of American Dental Association, l’odontoiatra spagnola Maria Soledad Mareque-Bueno e i suoi colleghi, che hanno effettuato uno studio clinico retrospettivo per confrontare la sensibilità delle immagini Cbct e delle radiografie periapicali nel rilevare denti fratturati, denti divisi e denti con fratture verticali della radice.
Gli autori hanno analizzato nella loro ricerca 98 denti di altrettanti pazienti diagnosticati con una frattura longitudinale del dente, tramite visualizzazione diretta dopo l’estrazione e con registrazioni cliniche e radiografiche complete. Hanno raccolto dati demografici, clinici e radiografici e, nello specifico, hanno valutato le radiografie e le immagini tomografiche per identificare fratture, linee di frattura e i diversi modelli di perdita ossea associati a questi denti. Il test di McNemar è servito per confrontare le radiografie e le scansioni Cbct nella valutazione della perdita ossea, mentre il test di Fisher è stato usato per determinare le relazioni statistiche tra i tipi di frattura e le caratteristiche demografiche, cliniche e radiologiche.
Ebbene, le immagini Cbct sono risultate significativamente più efficaci nel rilevare i modelli di perdita ossea associati alle fratture dentali longitudinali rispetto alle radiografie, permettendo di identificare il 71% dei casi contro il 42%. È stata inoltre osservata una relazione significativa tra il tipo di frattura e le seguenti variabili: trattamento canalare, elevata profondità di sondaggio (maggiore o uguale a 5 mm) e più di otto denti estratti. Complessivamente, si è registrata una differenza significativa tra la visualizzazione delle linee di frattura (45% sulle radiografie, 65% sulle immagini Cbct). In sintesi, le scansioni tomografiche cone beam hanno fornito più informazioni sulle fratture longitudinali dei denti rispetto alle radiografie endorali periapicali, in particolare nell’identificazione dei cambiamenti ossei periradicolari.
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal




