Sebbene la collaborazione svolga un ruolo chiave nel successo delle terapie con allineatori, solo il 36% dei pazienti dichiara di rispettare i tempi richiesti. Per superare questa limitazione, presso la Scuola di specializzazione in ortodonzia dell’Università di Ferrara sono stati testati diversi materiali biocompatibili con configurazioni e spessori differenziali con lo scopo di valutare la possibilità di ridurre la necessità di collaborazione da parte del paziente, limitando l’uso degli allineatori solo alle ore notturne. Da questa idea è nato Noxi (Sweden & Martina), l’allineatore notturno progettato digitalmente con spessori differenziali in base alle esigenze biomeccaniche del trattamento.
Caso clinico
Si presenta il caso di un paziente di 14 anni afferente al reparto di Ortodonzia della Scuola di specializzazione dell’Università di Ferrara per la correzione dell’affollamento del gruppo frontale superiore e inferiore, ma escludendo l’uso di apparecchi fissi o dispositivi che richiedessero una collaborazione elevata. Il paziente, in ottimo stato di salute generale, si era già sottoposto a un trattamento ortopedico con un espansore rapido del palato a 7 anni.
All’esame extraorale si osserva una buona simmetria della linea mediana dentale superiore rispetto alla linea mediana facciale, mentre quella inferiore mostra una deviazione verso il lato destro del paziente. Sorridendo, si apprezza una limitata esposizione degli incisivi superiori. Il profilo è gradevole, con angolo nasolabiale e labio-mentoniero normali.
All’esame intraorale, nell’arco superiore l’affollamento è lieve-moderato, con il canino dell’emiarco sinistro (2.3) in una posizione poco erutta e vestibolare rispetto agli elementi adiacenti a causa della mancanza di spazi. Nell’emiarco opposto, il canino (1.3) tende verso una classe dentale testa a testa, con un’asimmetria risultante nelle linee mediane dentali. Nell’arco inferiore, l’affollamento è moderato con rotazioni importanti, specialmente nei canini (3.3 e 4.3) e nell’incisivo laterale 3.2. Calcolando l’indice di Bolton, si osserva una discrepanza nelle dimensioni mesiodistali dei denti dell’arco superiore rispetto a quelli dell’arco inferiore. In particolare, gli incisivi laterali (2.2 e 1.2) presentano entrambi un’ampiezza ridotta. Nel piano verticale, è presente un morso profondo e una curva di Spee aumentata.
Nell’ortopantomografia iniziale non si osserva nulla di rilevante, tranne la presenza di tutti i terzi molari in forma di germi dentali. La cefalometria effettuata nella teleradiografia laterale mostra una classe I scheletrica (ANB: 3.1°), in un tipo facciale ipodivergente (FMA: 21.5°). L’incisivo superiore presenta un’inclinazione ridotta rispetto al piano palatale (U1-pp: 105.6°), mentre l’incisivo inferiore è correttamente posizionato rispetto al piano mandibolare (IMPA: 95.0°).
Si pianifica una terapia ortodontica poco invasiva con allineatori che prevede la risoluzione dell’affollamento mediante la proclinazione degli incisivi e una lieve espansione dentoalveolare degli archi. Al termine del trattamento è prevista una restaurazione della corretta relazione tra le dimensioni mesiodistali dei denti mascellari e mandibolari, mediante ricostruzioni dirette in composito dei denti 1.2 e 2.2. Per questo mediante la proclinazione degli incisivi sono stati creati e mantenuti piccoli diastemi mesiali e distali a questi elementi, con dimensioni adeguate per ristabilire un indice di Bolton corretto, calcolato in funzione della quantità di riduzione interprossimale (IPR) prevista nell’arco inferiore.
È stata proposta una sequenza di 14 allineatori Noxi, su entrambe le arcate, da indossare ciascuno per 14 giorni, richiedendo solo 12 ore di collaborazione al giorno.
Alla consegna dei primi allineatori, è stata eseguita la IPR all’arco inferiore, come previsto nel progetto.
Al termine della prima fase è stata eseguita una rivalutazione che ha evidenziato un miglioramento nella forma degli archi dentali e una risoluzione parziale dell’affollamento. Tuttavia, si osservava ancora la presenza di lievi rotazioni nel canino inferiore destro (4.3) e nell’incisivo laterale inferiore sinistro (3.2) e un lieve morso profondo era ancora presente. È stata quindi proposta una rifinitura con altri 6 allineatori Noxi, da utilizzare per 14 notti ciascuno, per perfezionare la risoluzione dell’affollamento anteriore.
Dopo l’utilizzo di 20 allineatori Noxi in 9 mesi, il trattamento si è concluso con un’eccellente forma degli archi, l’assenza di affollamento dentale e la chiusura dei piccoli spazi nella zona estetica mediante restauri in composito degli elementi 1.2 e 2.2. Non sono stati previsti punti di presa durante l’intero trattamento. Il paziente era soddisfatto dei risultati ottenuti e ha apprezzato Noxi per la ridotta collaborazione richiesta, limitata alle ore trascorse a casa.
Autori

Francesca Cremonini, Scuola di specializzazione in ortodonzia, Università di Ferrara

Giuseppe Siciliani, Scuola di specializzazione in ortodonzia, Università di Ferrara

Luca Lombardo, Scuola di specializzazione in ortodonzia, Università di Ferrara
Francesca Cremonini
Specialista in Ortodonzia





