Nei trattamenti odontoiatrici, la sicurezza dei pazienti è certamente una priorità, eppure la conoscenza epidemiologica sugli incidenti che la mettono a rischio è ancora limitata. Risulta così estremamente interessante uno studio danese che, come si legge su Scientific Reports (1), si è proposto di classificare gli incidenti legati alla sicurezza dei pazienti nell’ambito dell’odontoiatria in Danimarca, analizzare la distribuzione delle varie categorie di trattamento odontoiatrico in cui si sono verificati danni e valutare i costi finanziari delle relative richieste di risarcimento. I risultati sono il frutto dell’esame dettagliato dei dati di un registro nazionale previsto dalla legge danese sul risarcimento dei danni in ambito odontoiatrico, relativi a tutti i casi presentati dal 2016 al 2020. Sono evidenti e importanti le implicazioni per il miglioramento della sicurezza dei pazienti e per l’aumento della qualità dell’assistenza odontoiatrica.
Le categorie più frequentemente associate ai danni ai pazienti sono risultate: “trattamento canalare e preparazione del perno”, “mancanza di tempestività nella diagnosi e nell’inizio del trattamento” e “chirurgia”. È notevole come la negligenza o la mancanza di una diagnosi tempestiva siano responsabili del 18% di tutte le richieste di risarcimento segnalate e accettate, indicando che i danni non derivano esclusivamente da un atto medico attivo.
Inoltre, una revisione retrospettiva degli eventi avversi riporta che il tipo di danno più comune era legato agli errori diagnostici, in accordo con i risultati di un’indagine (2) condotta in Finlandia sugli incidenti di sicurezza dei pazienti in tutti i campi dell’odontoiatria, in cui il 16% risultavano legati alla diagnostica.
Lo studio rivela poi che il danno alla radice del dente è il più comune, rappresentando oltre la metà di tutte le richieste approvate. All’interno di questa categoria, la perforazione parietale e la frattura dello strumento durante il trattamento endodontico sono identificati tra gli incidenti più significativi. Inoltre, tra i tipi di danni prevalenti, figurano le lesioni nervose e la perdita dei denti.
In Spagna, un’indagine simile (3) aveva riportato che l’endodonzia è la seconda procedura odontoiatrica più frequentemente legata ai danni (seconda solo all’implantologia), mentre la perdita iatrogena dei denti è l’infortunio più comune, seguita dai danni ai nervi.
Come mostrato nei risultati, gli incidenti legati alla sicurezza dei pazienti possono aumentare i costi dell’assistenza sanitaria. Le spese riportate erano principalmente legate alla riparazione di un errore e solo in misura minore includevano un risarcimento per il dolore e la sofferenza, con l’eccezione dei danni ai nervi, in cui questo aspetto è particolarmente rilevante.
I trattamenti chirurgici rappresentano una proporzione significativa dei costi, seguiti dai trattamenti endodontici e dai danni derivanti da diagnosi e inizio del trattamento ritardati.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
1) Ferlias N, Nielsen H, Andersen E, Stoustrup P. Lessons learnt on patient safety in dentistry through a 5-year nationwide database study on iatrogenic harm. Sci Rep. 2024 May 19;14(1):11436.
2) Hiivala N, Mussalo-Rauhamaa H, Tefke HL, Murtomaa H. An analysis of dental patient safety incidents in a patient complaint and healthcare supervisory database in Finland. Acta Odontol Scand. 2016;74(2):81-9.
3) Perea-Pérez B, Labajo-González E, Acosta-Gío AE, Yamalik N. Eleven Basic Procedures/Practices for Dental Patient Safety. J Patient Saf. 2020 Mar;16(1):36-40.




