Il paziente C. R., di anni 70, presenta una storia anamnestica di fratture coronali multiple sia in 4.7, ripristinata con impianto, che in 2.5, anche questa con sostituzione implantare. Quindi, quando compare altra frattura coronale vestibolare in 3.7, per coinvolgimento empatico ma consci dell’azzardo, tentiamo la ricostruzione dell’elemento (fig. 4). Tentativo che infatti fallisce dopo una settimana. Giorni dopo si frattura anche il 3.6, anche se in modo meno grave.
Il caso è complesso e vogliamo approfondire in futuro le cause (oltre al bruxismo, ipertrofia dei muscoli masticatori, fragilità coronale e molto altro), ma cerchiamo, al momento, di riabilitare senza ricorrere ancora alla sostituzione implantare.
Così, in accordo con il paziente, manteniamo la vitalità del 3.6 con un totale ricoprimento cuspidale (figg. 7, 8, 9 e 10) ma siamo costretti alla terapia endodontica del 3.7 per coinvolgimento del cornetto pulpare mesiale (figg. 5 e 6).
Cementiamo prima l’onlay sul 3.6 (figg. 12 e 13) e poi la corona in 3.7 (figg. 14 e 15). Raccomandiamo quindi al paziente una masticazione delicata e soprattutto consapevole, trattandosi, com’è noto, di un meccanismo che rientra negli automatismi inconsci, nella speranza che tale sensibilizzazione abbia effetti pratici e duraturi, considerando che le fratture pregresse si sono verificate durante la masticazione.
Programmiamo controlli trimestrali di valutazione, vista la storia clinica, e inviamo il paziente a un collega gnatologo per tutti gli approfondimenti che il caso richiede.
Aldo Crespi
Libero professionista a Corsico (Milano)





