
Nelle procedure implantari le moderne tecnologie digitali sono in grado ormai di esaurire l’intero flusso di lavoro, dal momento diagnostico fino alla produzione delle componenti protesiche, ottimizzandone i tempi di realizzazione, l’accuratezza e, in generale, gli esiti clinici. Rispetto a questi ultimi, tuttavia, i dati presenti in letteratura sono ancora limitati, soprattutto per quanto riguarda le performance dei restauri “digitalizzati” sul lungo periodo.
Una ricerca condotta presso le università svizzere di Basilea e di Berna e pubblicata sul Clinical Implant Dentistry and Related Research (1) fornisce, secondo le parole degli autori, «un’indicazione preliminare del grande potenziale della progettazione Cad-Cam in implantologia».
L’obiettivo, delineato nell’ambito di uno studio clinico prospettico, è stato quello di determinare la sopravvivenza e i risultati clinici a medio-lungo termine della sostituzione di corona singola cementata su impianto tipo soft-tissue-level in sede premolare e molare, realizzata con abutment in titanio e protesi in zirconia customizzati con metodica digitale a partire da impronta ottica ottenuta con scanner intraorale.
Gli esiti della riabilitazione protesica, pianificata con un protocollo di carico convenzionale a 12 settimane, sono stati verificati a distanza di 5 anni dal posizionamento del restauro in un campione di venti soggetti – non fumatori o fumatori “leggeri” (<10 sigarette al giorno), parodontalmente sani ed esenti da difetti ossei tali da richiedere incrementi estesi – secondo i parametri di riferimento del Functional Implant Prosthodontic Score (Fips), uno strumento appositamente ideato e validato qualche anno fa dagli stessi ricercatori in collaborazione con colleghi italiani e britannici per la valutazione delle sostituzioni protesiche posteriori (2, 3).
Ai cinque indici del Fips – relativi alle caratteristiche dello spazio perimplantare (contatto interprossimale e presenza di papilla), delle componenti implanto-protesiche (morfologia, integrità della superficie e colore), del contatto occlusale (statico e dinamico), dei tessuti molli perimplantari (quantità e qualità) e delle creste alveolari mesiale e distale (livello osseo marginale) – sono stati aggiunti tre outcome clinici relativi alla salute parodontale generale: la profondità di sondaggio (PD) e il sanguinamento al sondaggio (BoP) valutati in sei siti e l’indice di placca (PI) dell’intera bocca.
Complessivamente si è osservato un tasso di sopravvivenza dei restauri del 95%, e per quanto riguarda i 19 restauri presenti al follow-up a 5 anni in nessun caso si sono riscontrate complicanze meccaniche o biologiche; in 3 casi (16%) si sono registrati valori di BoP indicativi di una condizione di mucosite perimplantare, in assenza di riassorbimento osseo; i punteggi Fips totali sono risultati compresi tra 7 e 10 (con un valore mediano di 8), con il punteggio più alto (pari a 2,0+0,0) per il rilievo radiografico di perdita ossea.
«I nostri dati derivano da un campione relativamente ristretto, ma prospettano esiti molto soddisfacenti in termini sia di qualità che di durata delle implanto-protesi digitalizzate applicate al contesto clinico da noi esaminato» precisano i ricercatori svizzeri. «Meritano pertanto di trovare conferme in più ampi studi longitudinali di lungo periodo». Conferme che devono avere carattere di urgenza, visto che, come fanno notare nelle conclusioni, «l’innovazione tecnologica sembra procedere molto più rapidamente della ricerca evidence-based».
Monica Oldani
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia
- Joda T, Bragger U, Zitzmann NU. CAD/CAM implant crowns in a digital workflow: five-year follow-up of a prospective clinical trial. Clin Implant Dent Relat Res. 2019;21(1):169-74.
- Joda T, Ferrari M, Bragger U. A prospective clinical cohort study analyzing single-unit implant crowns after three years of loading: introduction of a novel Functional Implant Prosthodontic Score (FIPS). Clin Oral Implants Res. 2017 Oct;28(10):1291-1295.
- Joda T, Zarone F, Zitzmann NU, Ferrari M. The Functional Implant Prosthodontic Score (FIPS): assessment of reproducibility and observer variability. Clin Oral Investig. 2018 Jul;22(6):2319-2324.




