Le radiografie pericapicali, tradizionali e digitali, hanno una buona accuratezza diagnostica (sensibilità e specificità) nel discriminare la parodontite periapicale dall’assenza di lesioni, mentre le immagini ottenuti con la Tomografia computerizzata cone beam (Cbct) hanno un’accuratezza eccellente. Sono le conclusioni di un’analisi della letteratura condotta da un gruppo di ricercatori brasiliani pubblicata sul Journal of Endodontics che ha considerato come gold standard per la valutazione l’esame istologico sia della parodontite apicale reale (in vivo) che la visualizzazione di difetti ossei dovuti a parodontite indotta artificialmente (in vitro); ma in realtà, i soli nove studi che hanno soddisfatto i criteri di inclusione erano tutti riferiti a studi in vitro.
Siccome la parodontite apicale è solitamente asintomatica, è spesso rilevata solamente durante gli esami radiografici di routine che, per questa ragione, risultano essenziali per una diagnosi efficace e tempestiva. Storicamente questi esami si sono limitati a radiografie periapicali e panoramiche che però hanno limitazioni intrinseche dovute alla sovrapposizione e alla distorsione di importanti strutture che spesso mascherano le lesioni. Inoltre, alcuni ricercatori avevano fatto notare che le lesioni nell’osso spugnoso non possono essere sempre individuate con queste tecniche radiografiche. Ne segue che, in certi casi, possono essere presenti estesi riassorbimenti di tessuto osseo anche senza evidenze radiografiche.
Ma nel 2000 la Food and drug administration ha per la prima volta approvato una apparecchiatura per la Tomografia computerizzata cone beam, proposta peraltro verso la metà degli anni Novanta da ricercatori del Policlinico universitario Gianbattista Rossi di Verona. Nel giro di un anno questi dispositivi furono introdotti sul mercato statunitense divenendo in breve tempo uno standard di riferimento, grazie alla capacità di rendere possibile la visualizzazione di strutture anatomiche tridimensionali ad alta risoluzione. Nella pratica endodontica, le Cbct con campo limitato sono state applicate per effettuare diagnosi in pazienti con sintomi e segni clinici non specifici o contraddittori.
In questa situazione, i ricercatori brasiliani hanno ritenuto importante che i clinici fossero consapevoli dell’accuratezza diagnostica di ciascuna metodica radiografica nel fornire informazioni affidabili sul riassorbimento osseo intorno alle lesioni periapicali: si sono dunque proposti di effettuare, per la prima volta, una metanalisi degli studi effettuati finora e, come si diceva, i risultati sono stati positivi. I valori di accuratezza, misurati dall’area sotto la curva Roc, sono stati di 0,96 per l’imaging Cbct, 0,73 per le radiografie periapicali tradizionali e 0,72 per le radiografie periapicali digitali, mentre non sono state rinvenute evidenze tali da compiere un’analisi statistica per la radiografia panoramica.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




