Pur essendo sperimentato da tutti, il dolore è un’esperienza così individuale che ha resistito a una misurazione oggettiva, non solo: spesso persone diverse (anche professionisti della salute) sono costretti a usare termini generici, in mancanza di definizioni condivise. Per questa ragione appare significativo il risultato di una collaborazione internazionale di ricercatori, che è riuscita a delineare un quadro completo di tutte le condizioni di dolore del viso, della bocca e della mascella, classificandole in modo uniforme.
La classificazione è stata recentemente pubblicata sulla rivista Cephalalgia (alla quale si rimanda per tutti i suoi dettagli) e si basa su un precedente lavoro che aveva portato a considerare il dolore cronico non più come sintomo, ma come patologia in sé. Questo significa che medici e dentisti disporranno finalmente di un linguaggio e di una comprensione comuni per questi tipi di dolore. A loro volta, ne trarranno giovamento la diagnosi e quindi gli stessi pazienti: ne è convinto Peter Svensson, professore presso il dipartimento di Odontoiatria e Salute Orale dell’Università di Aarhus, in Danimarca, che ha coordinato uno dei tavoli di lavoro, lavorando con altri ricercatori del dolore di tutto il mondo, per mettere a punto una visione d’insieme del fenomeno. «Quando utilizziamo gli stessi criteri – ha affermato Svensson – evitiamo incomprensioni e disponiamo di una base migliore per fare la giusta diagnosi. I pazienti ne traggono direttamente un beneficio, perché una diagnosi corretta è il fondamento di un trattamento corretto».
Per spiegare l’importanza della classificazione, il ricercatore danese porta come esempio il concetto di “malattia cardiaca”: «immagino che nessuno sarebbe soddisfatto di ricevere una diagnosi tanto generica, perché ci sono molte varianti di patologie che coinvolgono il cuore e ognuna richiede un trattamento diverso. Allo stesso modo, il dolore al cavo orale, alle mascelle e al viso, che chiamiamo genericamente “dolore orofacciale”, è composto da molti diversi tipi di dolore».
L’ispirazione per la classificazione combinata del dolore orofacciale è stata fornita da una classificazione simile effettuata per il mal di testa, che aveva avuto effetti positivi sulla ricerca e sul trattamento delle patologie in quel settore.
Si tratta dunque di un’esigenza sentita in molti ambiti della medicina: si stima che circa il 20% della popolazione soffra di dolore cronico e, per molti malati, questo dolore è gravemente invalidante. Il riconoscimento del dolore come malattia e una sua registrazione sistematica sono di grande importanza per la ricerca, che sta diventando sempre più mirata.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
International Classification of Orofacial Pain, 1st edition (ICOP). Cephalalgia. 2020;40(2):129-221.




