L’estrazione chirurgica dei terzi molari mandibolari inclusi rappresenta una delle procedure più frequenti in chirurgia orale ed è comunemente associata a edema post-operatorio, dolore e limitazione dell’apertura orale conseguente a spasmo muscolare, con un impatto sulla qualità di vita nei primi giorni dopo l’intervento.
Ricercatori dell’Università Katip Çelebi di Smirne, in Turchia, hanno condotto uno studio clinico randomizzato controllato, in modalità split-mouth e in singolo cieco, valutando l’efficacia del drenaggio linfatico manuale nel ridurre le complicanze dopo avulsione di terzi molari mandibolari inclusi bilateralmente e simmetrici. Come riferiscono su Bmc Oral Health, hanno incluso 46 pazienti sani, di età compresa tra 18 e 26 anni, con inclusioni di classe II, posizione B o C secondo Pell e Gregory, sottoposti a due interventi distanziati di due settimane, eseguiti dallo stesso operatore. Nel lato test è stato applicato drenaggio linfatico manuale, mentre nel lato controllo è stato seguito il protocollo post-operatorio routinario con terapia farmacologica.
La tecnica di drenaggio, eseguita da fisioterapista con metodo Vodder, è stata iniziata il pomeriggio stesso dell’intervento, con una seduta di 40 minuti seguita da altre due applicazioni a intervalli di 24 ore, stimolando inizialmente i linfonodi sovraclaveari e guidando il flusso linfatico dalla regione prossimale verso quella distale mediante manovre circolari, di pompaggio e spinta, con l’obiettivo di favorire il drenaggio dell’edema verso le stazioni sottomandibolari e sovraclaveari.
L’edema è stato valutato tridimensionalmente, con analisi volumetrica delle variazioni tra il preoperatorio, il terzo e il settimo giorno, allineando immagini standardizzate secondo il piano di Francoforte e marcando punti di repere anatomici quali subnasale, tragion, gonion e menton. Il dolore è stato registrato tramite Vas nei giorni uno, due, tre e sette, mentre il trisma è stato misurato come distanza interincisiva massima con calibro digitale prima dell’intervento, al terzo e al settimo giorno
I risultati hanno evidenziato una riduzione statisticamente significativa dell’edema nel gruppo con drenaggio linfatico manuale rispetto al controllo. Analogamente, l’apertura orale massima è risultata significativamente maggiore nel gruppo del drenaggio, con incremento significativo tra il primo controllo e quello successivo. I punteggi Vas hanno mostrato valori inferiori nel gruppo drenaggio in tutti i tempi di rilevazione post-operatoria.
Gli autori sottolineano come il drenaggio linfatico manuale aumenti la capacità di trasporto del sistema linfatico, migliori la microcircolazione e l’ossigenazione tissutale, favorisca la rimozione dei cataboliti e contribuisca alla riduzione della pressione sui nocicettori e delle contratture muscolari protettive, con conseguente beneficio su edema, dolore e trisma. In assenza di complicanze e di differenze basali tra i gruppi, la tecnica si è dimostrata semplice, priva di effetti collaterali indesiderati e potenzialmente più efficace rispetto ai metodi convenzionali nel contenimento della morbilità post-estrattiva, pur con il limite rappresentato dal possibile effetto placebo e dalla percezione soggettiva del paziente.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




