Condizione clinica
L’assunzione da parte del paziente di farmaci, oltre ad avere un effetto terapeutico per una specifica patologia, può determinare la comparsa di effetti collaterali, come le disfunzioni delle ghiandole salivari che possono tradursi in un quadro di xerostomia.
La saliva svolge un’azione di lubrificazione del cibo e una riduzione dell’attrito tra le superfici dentali, ha effetti digestivi iniziali degli amidi per mezzo dell’enzima amilasi, contiene agenti antimicrobici in grado di mantenere l’equilibrio del microbiota orale.
L’effetto tampone verso gli acidi organici prodotti dalla placca batterica cariogena e la capacità di diluire gli stessi acidi rimane, sicuramente, una delle funzioni più importanti della saliva in riferimento alla salute dentale (effetto protettivo verso lo sviluppo della lesione cariosa). Per questo un quadro di ipofunzione salivare si traduce, spesso, in un aumentato rischio di sviluppare lesioni cariose e alterazioni del gusto (disgeusia).
L’attività delle ghiandole salivari è regolata dal sistema nervoso autonomo simpatico e parasimpatico con un’attività pre-sinaptica che vede coinvolto il neurotrasmettitore acetilcolina. L’azione di molti farmaci nel ridurre l’attività delle ghiandole salivari ha come base un’interferenza degli stessi sul sistema nervoso parasimpatico colinergico.
Il Medication induced salivary gland dysfunction (Misgd) nell’ambito del World Workshop on Oral Medicine Vi ha condotto una revisione sistematica al fine di compilare una lista di farmaci che hanno effetti sull’attività delle ghiandole salivari, principalmente determinando ipofunzione e xerostomia.
Dati di evidenza scientifica
Gli autori hanno selezionato 269 pubblicazioni con un accettabile grado di evidenza e buona metodologia. La disamina sistematica ha estrapolato 56 principi attivi farmacologici che hanno un effetto sull’attività delle ghiandole salivari e sono stati messi in correlazione con i singoli apparati del corpo umano.
Tra i principali farmaci in grado di indurre una alterata funzione delle ghiandole salivari, principalmente ipofunzione con xerostomia, sono stati listati i seguenti: famaci che agiscono sul sistema cardiovascolare come i beta bloccanti e i diuretici, quelli che agiscono sul sistema nervoso centrale come le benzodiazepine e i preparati con azione antidepressiva, preparati che agiscono su altri apparati per diverse condizioni patologiche come i corticosteroidei e gli anti-colinergici. La lista completa dei principi attivi inclusi nella revisione sistematica è consultabile nella versione full text della pubblicazione, ad accesso libero.
Gli approcci per cercare di contrastare gli effetti sfavorevoli indotti dai diversi farmaci sulla funzionalità delle ghiandole salivari, ipofunzione e xerostomia in primo luogo, sono diversi e devono prevedere un’attenta valutazione dello stato di salute generale del paziente.
Tra i presidi comunemente impiegati e privi di effetti collaterali si ritrovano i sostituti salivari, l’utilizzo di chewing gum in grado di stimolare la funzione salivare, l’utilizzo di spray idratanti, così come mantenere umido il cavo orale mediante piccoli ma frequenti sorsi d’acqua.
L’impiego di principi attivi in grado di stimolare i recettori muscarinici del sistema nervoso autonomo parasimpatico (pilocarpina) oppure gli agenti anti-colinsterasi, che riducono il catabolismo della acetilcolina nello spazio sinaptico delle terminazioni nervose delle ghiandole salivari, devono essere attentamente valutati per i loro effetti anche su altri distretti dell’organismo umano, non sempre favorevoli.
Implicazioni cliniche
1) Molti farmaci sono in grado di influenzare la funzione delle ghiandole salivari e l’ipofunzione con conseguente xerostomia è il quadro di maggior impatto sulla salute e l’omeostasi delle diverse componenti del cavo orale.
2) L’odontoiatra deve raccogliere un’attenta anamnesi dei farmaci che assume il paziente al fine di valutare la loro attività nella ipofunzione delle ghiandole salivari e di conseguenza stabilire il rischio di complicanze intra orali, principalmente comparsa di lesioni cariose a seguito di xerostomia.
3) Tra i metodi più semplici e efficaci per contrastare l’iposalivazione indotta da farmaci ritroviamo l’impiego di sostituti salivari, l’impiego di chewing gum, di spray umettanti il cavo orale e l’abitudine di assumere frequentemente piccoli sorsi di acqua durante il giorno.





