La riabilitazione dei pazienti completamente o parzialmente edentuli rappresenta una delle sfide più complesse in implantoprotesi, soprattutto in presenza di un marcato deterioramento dei piani occlusali e funzionali. Il presente caso clinico descrive la gestione di una paziente di 81 anni, in buone condizioni sistemiche, non in terapia farmacologica, che si presentava con una situazione orale compromessa caratterizzata da protesi totale mobile superiore e protesi parziale inferiore, entrambe incongrue, con residui elementi frontali affetti da grave compromissione parodontale.
La paziente riferiva insoddisfazione estetica e difficoltà masticatorie. Dal punto di vista clinico si apprezzavano riduzione della dimensione verticale, perdita del supporto labiale e grave alterazione dei piani occlusali. È stato quindi impostato un piano di trattamento che prevedeva la riabilitazione completa di entrambe le arcate per ripristinare i corretti rapporti intermascellari e il supporto: realizzazione di una nuova protesi totale superiore e riabilitazione mandibolare mediante protesi fissa su impianti a carico immediato (impianti copaSKY bredent medical).
La fase preliminare è stata gestita con un approccio analogico, mutuato dalla protesi mobile, fondamentale per il ripristino dei parametri estetico-funzionali. La progettazione protesica è stata impostata grazie a impronte digitali dello status quo ante con una cera di rialzo e fotografie extra e intraorali che hanno permesso una pianificazione guidata dal Digital Smile Design. Ciò ha consentito la stampa di due valli per verificare estetica, dimensione verticale e piani occlusali, oltre a facilitare il matching digitale con i file Dicom attraverso reperi e materiale da ribasatura radiopachi, permettendo una corretta integrazione tra fase analogica e pianificazione digitale.
Il workflow chirurgico-protesico mandibolare è stato interamente guidato mediante approccio “fully guided”, consentendo una gestione precisa delle diverse fasi operative. Questo approccio ha previsto il fissaggio di una dima base con appoggio dentale/mucoso per la riduzione ossea e l’utilizzo di una seconda dima per l’inserimento implantare protesicamente guidato, garantendo parallelismo e distribuzione ottimale dei carichi. L’ultima dima ha consentito l’alloggiamento della protesi provvisoria, trasferendo con precisione i rapporti intermascellari precedentemente determinati. Il provvisorio è stato realizzato in breCAM.multiCOM+ (bredent) e microstratificato nella componente ortopedica con il composito in gel crea.lign (bredent), mantenendo gli spessori progettati al Cad per garantire resistenza e rigidità.
La passivazione completa della protesi provvisoria è stata ottenuta tramite bloccaggio intraoperatorio con resina (Qu-resin bredent) e primer (Visio-link bredent), mantenendo la corretta dimensione verticale, precedentemente definita attraverso il riposizionamento della protesi provvisoria.
Il carico immediato ha consentito un rapido recupero di funzione ed estetica, con significativo miglioramento della qualità di vita della paziente già nelle prime ore post-operatorie. Il controllo radiografico ha confermato il corretto posizionamento implantare e la congruità della riabilitazione.
A distanza di 5 mesi, in presenza di corretta osteointegrazione e in assenza di complicanze, si è proceduto con le fasi protesiche definitive. Il check di passivazione è stato ottenuto mediante chiavetta in gesso. Per migliorare le performance meccaniche della riabilitazione, si è resa necessaria l’integrazione di una barra in titanio, al fine di aumentare supporto e gestione del cantilever distale aumentato della protesi inferiore definitiva.
L’estetica finale del manufatto è stata gestita in zirconia full contour con Luxor Z Multishade (bredent), stratificato nella zona gengivale con materiale ceramico e successivamente solidarizzato al rinforzo metallico con l’adesivo DTK opaco (bredent).
Il risultato finale evidenzia un marcato miglioramento estetico e funzionale, con ripristino dei corretti rapporti intermascellari, adeguato supporto dei tessuti molli e ottimale integrazione del sorriso. La chiusura dei fori di accesso alle viti è stata eseguita in modo da garantire un risultato estetico naturale.
Questo caso sottolinea come l’integrazione tra approccio analogico e digitale, unita all’utilizzo di chirurgia guidata e protocolli di carico immediato con approccio completamente guidato, consenta risultati altamente predicibili anche in pazienti complessi con supporto osseo ridotto, minimizzando il numero di interventi. Il controllo delle variabili cliniche in tutte le fasi del trattamento rappresenta un elemento determinante per il successo implantoprotesico.
In conclusione, la riabilitazione full-arch mandibolare associata al ripristino protesico dell’arcata superiore, mediante workflow integrato analogico-digitale, si conferma una soluzione efficace e affidabile, capace di coniugare precisione, efficienza e soddisfazione del paziente.
Si ringraziano Matteo Parodi e Christian Marcialis, titolari del laboratorio “La Superba Dental” di Genova
Davide Nocentini
Libero professionista a Genova. Professore a contratto in Parodontologia presso l'Università di Genova





