Il dentale conferma una crescita stabile, ben al di sopra del Pil nazionale. A trainare è il digitale customizzato (+10%), continua il rallentamento dei radiografici (-24%) a seguito della forte impennata degli anni precedenti
Il settore dentale italiano nel 2024 conferma la sua tenuta strutturale, consolidando i risultati raggiunti nel biennio post-pandemico e traccia un nuovo equilibrio, una nuova “fase di normalità”, tra domanda, innovazione e posizionamento sui mercati internazionali. Lo scenario emerge dalla consueta analisi congiunturale di Key-Stone per Unidi, presentata quest’anno da Simone Gala, Head of business development di Key-Stone, in occasione dell’annuale incontro Unidi a Milano.
A fronte di un contesto macroeconomico ancora incerto, con un Pil italiano che al netto dell’inflazione si mantiene sostanzialmente ai livelli del 2007, il comparto dentale si distingue per un andamento strutturalmente più solido: il Cagr 2011-2024 si conferma al +5%, ben al di sopra della crescita media nazionale.
Produzione industriale stabile e oltre i livelli pre-Covid
Nel dettaglio, la produzione industriale italiana del dentale si attesta nel 2024 su oltre 1,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1% rispetto al 2023 e una performance strutturalmente oltre il 30% rispetto ai valori del 2019. Una conferma della capacità di tenuta del comparto manifatturiero, che mantiene la leadership europea su diversi fronti, pur con dinamiche differenziate.
Se il mercato interno ha mostrato una lieve flessione del 2%, è ancora una volta l’export a fungere da motore per la crescita complessiva: rappresenta il 64% del totale produttivo, con un incremento del 3% nei valori assoluti e un valore stimato di oltre 900 milioni. Tuttavia, anche sul fronte estero si registrano segnali di raffreddamento su alcuni segmenti: riuniti e radiografici calano rispettivamente del 7% e del 24%, evidenziando la fase di normalizzazione dopo il boom avuto nel biennio 2021-2022.
Mercato interno: fisiologica stabilizzazione e nuova domanda
L’indagine, realizzata su un campione di 335 aziende (149 analizzate direttamente, per un peso del 70% del mercato italiano), evidenzia come il fatturato complessivo del settore sia stabile a 2,38 miliardi di euro. Il dato di sell-out, ovvero gli acquisti effettuati da studi odontoiatrici e laboratori, si mantiene attorno a 1,7 miliardi di euro, consolidando una posizione di stabilità post-Covid.
La fase attuale viene definita dagli analisti come un “new normal”: un contesto in cui i grandi picchi di spesa degli studi dentistici, legati al recupero post-pandemico, hanno lasciato spazio a dinamiche più fisiologiche. La differenza sostanziale è che, rispetto a prima del 2020, il valore totale del business si è posizionato su un livello notevolmente più alto.
«Durante le crisi degli ultimi anni (2012-2013 e 2020) se è vero che il settore dentale ha registrato perdite superiore a quelle dell’economia nazionale – ha sottolineato Simone Gala – è altresì vero che però i successivi rimbalzi positivi hanno sempre generato una risposta a maggior valore aggiunto, riposizionandosi su livello di equilibrio nettamente più alti».
In questo quadro, il comparto delle attrezzature registra un rallentamento: un dato emblematico è il calo superiore al 10% degli scanner intraorali nel 2023, tendenza che sembra confermata anche nel 2024, con un mercato che sembra essersi assestato entro le 3.500 unità annue. Si tratta però di un trend complessivo fisiologico dopo i grandi investimenti accelerati dagli incentivi statali negli anni precedenti, che hanno portato a un processo di forte ammodernamento e digitalizzazione, in particolare negli studi dentistici.
Anche sul fronte della domanda, i segnali di riequilibrio sono evidenti: il cosiddetto “polmone implantologico”, alimentato dai trattamenti rinviati durante la pandemia, si è esaurito. L’implantologia così si stabilizza, con una lieve flessione del 2%, mentre si segnala un sempre più consolidato orientamento dei pazienti verso prestazioni di igiene e prevenzione, in particolare le terapie sbiancanti, in crescita costante. Le visite odontoiatriche si mantengono stabili a 67 milioni nel 2024 (il 60% della popolazione adulta si stima sia stata dal dentista almeno una volta negli ultimi 12 mesi), di cui 22 milioni dedicate a igiene e profilassi.

Valore delle vendite dei prodotti odontoiatrici sul mercato professionale italiano
Estetica e digitale: gli unici comparti in crescita
Nonostante il rallentamento di alcune tecnologie digitali (le elaborazioni Cad/Cam registrano un -6%), a distinguersi per dinamismo è ancora il segmento degli allineatori ortodontici, che segna un’ulteriore crescita del 10%, superando ampiamente i 170 milioni di euro di valore, come già fatto anche nel 2023. Un dato questo che riflette la crescente domanda estetica dei pazienti, ma anche la capacità degli studi di integrare soluzioni digitali in modo strategico. «Il mercato si sta spostando verso una dimensione di prevenzione, comfort e qualità percepita – ha osservato l’analista – e questo è evidente nelle scelte di consumo, sempre più orientate a trattamenti minimamente invasivi e a soluzioni personalizzate, piuttosto che a grandi interventi invasivi».
Prospettive
L’attuale fotografia restituisce l’immagine di un settore maturo, resiliente e ben posizionato a livello internazionale, ma in fase di ridefinizione. I prossimi anni saranno decisivi per capire se i trend già osservati nel 2023 e nel 2024 rappresenteranno una nuova stabilità di lungo periodo o il preludio a una successiva evoluzione tecnologica e organizzativa.
L’attenzione crescente verso intelligenza artificiale, semplificazione operativa e nuove esigenze del paziente suggerisce che la vera sfida per l’odontoiatria italiana non sarà solo quella di mantenere i volumi, ma di interpretare il cambiamento con strumenti nuovi, mantenendo il vantaggio competitivo costruito negli anni grazie alla qualità percepita del Made in Italy.
Luca Marelli
Giornalista Italian Dental Journal
QUANTO SPENDONO GLI ITALIANI DAL DENTISTA? OGNI PAZIENTE VALE 500 EURO
Simone Gala, Head of business development di Key-Stone, ha presentato i dati sull’andamento della spesa odontoiatrica dei pazienti italiani, elaborati attraverso il sistema di rilevazione continuativa OmniVision Salus, sviluppato da Key-Stone. Si tratta di un’indagine condotta su base nazionale tramite interviste rivolte a un campione rappresentativo della popolazione adulta (18-79 anni), con circa 2.500 individui coinvolti per ciascuna rilevazione.
Nel 2025, la spesa media sostenuta dai pazienti per le cure dentistiche nel primo quadrimestre si è attestata a 470 euro, in leggera flessione rispetto ai 509 euro registrati nel 2024. Più della metà degli intervistati (56%) ha dichiarato di aver speso meno di 300 euro totali, mentre quasi un paziente su dieci ha usufruito di trattamenti gratuiti.
L’analisi per fasce d’età e variabili socio-demografiche restituisce un quadro articolato: i pazienti over 60 presentano una spesa media significativamente più alta (633 euro), mentre nella fascia 40-49 anni si osserva una media più contenuta (352 euro). Anche i residenti del Centro Italia risultano aver sostenuto costi inferiori alla media nazionale (388 euro), così come i pazienti con un basso livello di istruzione, per i quali la media si attesta a 590 euro.
Quando si prende in considerazione la tipologia di trattamento ricevuto, la spesa varia sensibilmente: i pazienti sottoposti a interventi di implantologia riportano infatti una media pari a 2.174 euro.
Nel complesso, si conferma la tendenza verso un progressivo riequilibrio del mix terapeutico, con una riduzione dei trattamenti più invasivi, in particolare implantari. Nelle catene odontoiatriche la spesa media per paziente risulta inferiore solo del 5% rispetto alla media nazionale, soprattutto a causa della diminuzione degli interventi di implantologia rispetto al passato.





