Questo caso del 2019 è tornato alla nostra osservazione per una doppia frattura del ponte su intarsi.
Il Paziente U. G. di anni 59 veniva da un insuccesso implantare in altra struttura e aveva deciso, come è comprensibile, di trovare un’alternativa optando per un ponte su intarsi (figg. 1, 2, 3 e 4).
Dopo circa sei anni a un controllo al quale si presenta senza sintomi ci accorgiamo della doppia frattura (figg. 5 e 6).
Non siamo riusciti a convincerlo a inserire un impianto in 3.6 e gli abbiamo quindi proposto un rifacimento (figg. 7, 8 e 9) studiando con il laboratorio un materiale con maggiori caratteristiche biomeccaniche come si vede dalla differente radiopacità delle radiografie di controllo (fig. 11).
Abbiamo anche spiegato al paziente che se in futuro dovesse cambiare idea e pensare a un impianto, possiamo con precisione separare l’intermedio, lasciare gli intarsi, mantenendo le parabole dei punti di contatto e inserire l’impianto in posizione 3.6.
Questa volta siamo più ottimisti sulla durata della riabilitazione avendolo maggiormente sensibilizzato su una masticazione consapevole.
Aldo Crespi
Libero professionista a Corsico (Milano)





