
Tre casi in cui si confrontano la valutazione umana e automatica di problemi gengivali.
a) Fotografia intraorale fornita in input per la valutazione
b) Stato di salute rilevato dall’odontoiatra
(verde = sano, rosso = malato, giallo = dubbio)
c) Stato di salute rilevato dall’intelligenza artificiale
Fonte: Faculty of Dentistry, The University of Hong Kong
Tra promesse e timori, l’intelligenza artificiale è l’argomento del giorno, tanto pervasivo che neppure l’odontoiatria può rimanerne fuori. Gli studi scientifici sono già numerosi e i ricercatori hanno già esplorato varie applicazioni di queste tecnologie, dal rilevamento di carie, alla previsione dei risultati dei trattamenti, alla progettazione di protesi biomimetiche. Particolarmente innovativo è il lavoro effettuato dai ricercatori della facoltà di Odontoiatria dell’Università di Hong Kong in collaborazione con svariate istituzioni internazionali, che ha dimostrato con successo la possibilità di utilizzare l’intelligenza artificiale nel rilevare la gengivite a partire da fotografie intraorali.
Pubblicato su International Dental Journal, rivista ufficiale della World Dental Federation, lo studio mostra che gli algoritmi di intelligenza artificiale sono in grado di analizzare queste immagini per rilevare segni di infiammazione come arrossamento, gonfiore e sanguinamento lungo il margine gengivale con una accuratezza superiore al 90%, corrispondente a quella dell’esame visivo di un dentista. Il risultato apre la strada a possibili monitoraggi estensivi delle gengive a livello di popolazione con importanti ricadute sulla salute pubblica.
Non è la prima volta che si cerca di diagnosticare la gengivite in modo automatico, alla ricerca di un sistema che garantisca un’elevata sensibilità, ovvero la capacità di individuare qualsiasi sito in cui la gengivite è presente, e un’ottima specificità, intesa come abilità di classificare come sani i siti in cui effettivamente non c’è gengivite. A mettere insieme sensibilità e specificità è l’accuratezza, parametro che indica con quale probabilità il sistema è in grado di stabilire correttamente se un dato paziente è sano o invece affetto da gengivite. Proprio il 90% è ritenuta la soglia al di sopra della quale è possibile un uso clinico e il nuovo sistema di intelligenza artificiale, dopo l’addestramento con un numero adeguato di fotografie intraorali, oltre 567 immagini di gengive con vari gradi di infiammazione, si è dimostrato all’altezza del compito.
Il coordinatore dello studio Walter Yu-Hang Lam ha sottolineato l’importanza dei risultati per la diagnosi precoce e la gestione delle malattie gengivali: «molti pazienti non si sottopongono regolarmente a controlli dentistici e si rivolgono all’odontoiatra solo per alleviare il dolore quando le malattie dentali di cui soffrono sono già in fase avanzata e restano disponibili solo costosi trattamenti riabilitativi; il nostro studio mostra che l’intelligenza artificiale può essere un prezioso strumento di screening per rilevare e diagnosticare la malattia gengivale, uno degli indicatori chiave della malattia parodontale, consentendo interventi anticipati e migliori risultati di salute per la popolazione».
Per la fase successiva del progetto, Lam prevede di utilizzare il sistema di intelligenza artificiale per servizi di salute pubblica, realizzando tecnologie più accessibili alle comunità anziane e svantaggiate, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la salute orale della popolazione e di ridurre le disparità di accesso alle cure.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




