
Nell’immagine, il confronto in Cbct tra la segmentazione proposta dal modello di intelligenza artificiale
(A) e i punti identificati da un operatore esperto (B): la corrispondenza (C, in giallo) sembra evidente
Non si tratta dell’eterna promessa allettante e generica: l’intelligenza artificiale si è già affacciata nel mondo dell’odontoiatria. Se già l’autunno scorso, negli Stati Uniti, è stata presentata un’applicazione che permette di fare diagnosi più precise grazie a una lettura “intelligente” delle radiografie, ora qualcosa di simile giunge dalla Finlandia, e andrà ad aiutare gli implantologi.
Per pianificare posizione e dimensioni di un impianto nell’arcata inferiore, occorre conoscere l’ubicazione precisa del canale mandibolare, che contiene il nervo alveolare. La mascella inferiore è una struttura anatomicamente complessa e gli esperti utilizzano radiografia e tomografia computerizzata per rilevarne i dettagli. Tipicamente, dentisti e radiologi ricavano manualmente la posizione dei canali mandibolari, a partire dalle scansioni a raggi X o TC: un impegno lungo e laborioso, che però potrebbe essere automatizzato.
Ci sono riusciti i ricercatori del Centro finlandese per l’intelligenza artificiale, l’azienda Planmeca e l’Istituto Alan Turing, che hanno sviluppato un modello in grado di mostrare la posizione esatta dei canali mandibolari. Come illustrato su un articolo comparso su Scientific Reports, questo modello sfrutta principi tipici dell’intelligenza artificiale e funziona con precisione solo dopo un addestramento progressivo della macchina effettuato su un numero consistente di dati.
In casi semplici, quando il paziente non presenta condizioni particolari, come per esempio l’osteoporosi, il modello raggiunge una precisione del tutto simile a quella dell’esperto umano. «In situazioni più complesse, potrebbe essere necessario modificare la stima – riconosce il primo autore dello studio, il dottorando Joel Jaskari –, quindi non stiamo ancora parlando di un sistema completamente autonomo». Del resto, l’obiettivo della tecnologia non potrà mai essere quello di sostituire i medici, ma piuttosto quello di rendere il loro lavoro più veloce ed efficiente.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




