
Applicazioni cliniche di legature del filo interdentale.
a) L’isolamento con morsetti impedisce l’accesso diretto ai denti
b) Le legature composte consentono un accesso completo ai denti preparati
c) Denti con attacchi ortodontici prima dell’isolamento
d) Denti dopo l’isolamento, con utilizzo di legature composte
e) Denti dopo la rimozione delle vecchie corone
f) Denti dopo l’isolamento mediante legatura composta al posto dei morsetti di ancoraggio per i premolari, oltre agli incisivi centrali, e legatura autolegante a doppio anello per gli incisivi laterali
L’applicazione della diga di gomma è diventata una parte essenziale dell’odontoiatria restaurativa, resa ancora più evidente dalla pandemia di Covid19, che ha reso tutti più coscienti dell’importanza di utilizzare metodi di isolamento efficaci. La diga è sempre più utilizzato durante le procedure standard di endodonzia, odontoiatria pediatrica e restaurativa grazie ai numerosi e ben noti vantaggi.
Per fissare il foglio di lattice della diga sono disponibili diversi modelli di morsetti, ma una valida alternativa è costituita dall’utilizzo del filo interdentale, che deve essere legato attorno ad alcuni elementi dentari. È un’opzione che comporta diversi vantaggi: fornisce un accesso completo al dente preparato, mentre i morsetti possono impedire un buon accesso; può essere tranquillamente utilizzato per isolare i denti con attacchi ortodontici, laddove i morsetti possono danneggiare le staffe o scollarle durante l’inserimento e la rimozione; inoltre, con l’uso del filo interdentale, si riescono a eseguire restauri indiretti che talvolta sono più difficili con i morsetti dentali. Le legature del filo interdentale sono meno traumatiche per il tessuto gengivale rispetto ai morsetti, che in certi casi possono causare traumi, fino a una recessione gengivale irreversibile.
Un articolo sul Journal of Prosthodontics introduce una classificazione delle legature con filo interdentale utilizzate per il posizionamento della diga di gomma, suddividendole in legature tradizionali, autoleganti ad anello singolo e autoleganti a doppio anello, ma soprattutto propone una nuova tipologia, chiamata legatura composta. Il nuovo design è una combinazione di legature semplici e, secondo gli autori, può fornire un migliore isolamento e una retrazione del tessuto gengivale più consistente. Inoltre, grazie a questa tecnica avanzata, la cravatta offre una migliore stabilità e impedisce al foglio della diga di scivolare sopra le legature.
In alcuni casi, per ottenere un adeguato isolamento della diga di gomma, è necessario effettuare due nodi opposti del filo interdentale. In questo modo si aiuta a stabilizzare il foglio della diga fissandolo intorno al collo del dente, isolando tutte le superfici e fornendo una buona retrazione gengivale (ad esempio, per esporre i margini di una corona preparata). In questo tipo di scenari clinici, l’odontoiatra può scegliere di utilizzare due legature semplici per filo interdentale, la prima con un nodo sulla superficie labiale del dente e la seconda con un nodo sulla superficie palatale. Tuttavia, utilizzando una legatura composta del filo interdentale, si otterrebbe un vantaggio: ogni nodo rimane allo stesso livello del cappio, permettendo di ottenere uno spessore minimo della legatura e facilitando la retrazione dei tessuti gengivali e l’esposizione dei margini, con minima pressione sulla gengiva.
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal




