Nella pratica clinica giornaliera capita di trovare, non poi così raramente, situazioni come quella rappresentata in questo caso. Sappiamo che la necrosi colliquativa della polpa, di origine batterica e/o traumatica, a volte idiopatica, può portare a fenomeni classici come quelli di seguito descritti.
Si tratta di un paziente, A. M. di anni 81, con una necrosi e fistola in corrispondenza di 4.1. (fig. 1). Come da letteratura più recente, anche se non universalmente condivisa, procediamo all’apertura camerale con chiusura in unica seduta (figg. 3, 4 e 5).
L’unica variante che abbiamo aggiunto di recente, verificando una miglior guarigione, è rappresentata dall’asportazione circonferenziale della zona fistolizzata, con l’impiego di fresa a pallina su turbina.
La tecnica abrasiva, come tutte le tecniche analoghe, richiede un tocco leggerissimo ad alta velocità, con l’impiego di spray abbondante per evitare il rischio del pericoloso arrotolamento tissutale.
Abbiamo poi eseguito i classici controlli per verificare l’evoluzione della lesione sia clinica che radiologica (figg. 10, 11 e 12).
A distanza di sei mesi, il rientro clinico è totale con scomparsa della mobilità dell’elemento e della fistola, confidiamo, vista la progressione di guarigione, che anche il piccolo alone radiotrasparente possa risolversi completamente (fig. 12).
Aldo Crespi
Libero professionista a Corsico (Milano)





