È già successo più volte in passato: diversi virus sono stati rilevati nelle tasche parodontali, che possono in tal modo fungere da serbatoio e fonte di disseminazione e sviluppo di infezioni sistemiche. Sono stati individuati il virus dell’herpes simplex (Hsv), il virus di Epstein-Barr (Ebv), il papillomavirus umano (HpvV) e il citomegalovirus umano (Hcmv); osservazioni preliminari indicano l’espressione dell’enzima di conversione dell’angiotensina-2 (Ace-2) nelle cellule epiteliali orali. La tasca parodontale, insomma, può fungere da ambiente ospitale per l’infezione di virus e la loro sopravvivenza. Esistono diverse potenziali fonti di infezione virale in queste tasche come l’esposizione diretta del tessuto gengivale epiteliale all’ambiente orale, il movimento del virus nel flusso sanguigno oppure attraverso le cellule immunitarie infette nel parodonto.
Eppure, finora, non c’erano prove riguardo la presenza del SarsCoV2, il coronavirus responsabile del Covid19.
La prima conferma arriva dall’Arabia Saudita, dove un team di ricercatori ha utilizzato la reazione a catena della polimerasi in tempo reale (Rt-Pcr) per valutare il SarsCoV2 nelle tasche parodontali e nelle lesioni cariose cavitate, in uno studio trasversale condotto su 72 partecipanti.
Come si legge su Molecular Oral Microbiology, i partecipanti sono stati divisi in sei gruppi: casi positivi Covid19 sintomatici con tasche parodontali, positivi sintomatici con lesioni cariose cavitate, positivi asintomatici con tasche parodontali, positivi asintomatici con lesioni cariose cavitate, controllo positivo e controllo negativo. Dopo aver analizzato un totale di 180 individui, gli autori hanno verificato che nei positivi sintomatici il SarsCoV2 era presente nel 41,7% delle tasche parodontali e nel 16,7% delle lesioni cariose cavitate.
La sensibilità, la specificità e l’accuratezza per rilevare il virus sono state, rispettivamente, del 20,8%, del 100% e del 47,2% nei pazienti con tasche parodontali e dell’8,3%, del 100% e del 38,9% in quelli con carie cavitate.
Nonostante la bassa sensibilità, lo studio dimostra che il virus del Covid19 può essere rilevato nelle tasche parodontali e nelle lesioni cariose e che questi siti possono fungere da serbatoi per il virus.
È interessante notare che nei pazienti asintomatici ma positivi non sono state invece rilevate copie di SarsCoV2 nelle sedi orali analizzate.
Resta da determinare – lo studio non ha affrontato questi aspetti – se il virus permanga anche dopo la negativizzazione sierologica del paziente e se la carica virale in queste riserve sia sufficiente per trasmettere il contagio durante una procedura odontoiatrica.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




