La malattia infiammatoria endodontica può contribuire come fattore di rischio indipendente alla malattia cardiovascolare; la carie non trattata, le lesioni periapicali e le otturazioni radicolari sono risultate associate in modo significativo a un primo infarto del miocardio, in uno studio comparso sull’International Endodontic Journal. Gli autori, un gruppo di ricercatori svedesi, hanno anche rilevato un’associazione del rischio di primo infarto con un numero maggiore di denti mancanti.
Valutando le radiografie panoramiche da una coorte di ben 805 pazienti con infarto miocardico, i ricercatori hanno misurato l’aumento del rischio in funzione dell’età, che si è correlato con il numero di denti cariati nei pazienti di età inferiore a 60 anni, con la presenza di qualsiasi lesione periapicale primaria in soggetti di età inferiore ai 65 anni, e con la proporzione di denti con otturazione della radice nei partecipanti dai 65 anni in su.
I denti possono essere estratti per una serie di motivi: secondo i dati del registro nazionale svedese, la causa principale è la carie dentale e anche i denti con otturazione radicolare sono a maggior rischio di estrazione. Tuttavia, anche la malattia parodontale è un importante fattore di rischio per la perdita dei denti. «La comorbilità tra malattia parodontale e malattie cardiovascolari è abbastanza ben stabilita – ricordano gli autori –. Poiché i denti da estrarre sono o sono stati esposti a malattie infiammatorie, il fatto che i pazienti con infarto del miocardio abbiano un numero significativamente maggiore di denti mancanti rispetto alla popolazione generale potrebbe riflettere la loro precedente esposizione all’infiammazione sistemica derivata da processi infiammatori di origine endondotica, una malattia parodontale o una combinazione di entrambi».
Tra i meccanismi biologici che spiegano il legame tra malattie infiammatorie orali e infarto miocardico c’è il rilascio di mediatori pro-infiammatori nella circolazione sanguigna, che potenzialmente contribuisce a un carico infiammatorio sistemico. Infiammazione e malattia parodontale possono essere entrambe correlate all’infarto, come è stato suggerito in precedenti pubblicazioni, ma il loro impatto combinato è ancora sconosciuto e meriterebbe ulteriori indagini. «Studi futuri – affermano gli autori – dovrebbero approfondire i possibili effetti modulatori sul rischio di infarto miocardico quando esistono contemporaneamente diverse condizioni infiammatorie orali. Inoltre, l’esplorazione di modalità per valutare il carico infiammatorio orale completo, comprese le variabili endodontiche e parodontali, potrebbe probabilmente rivelare una correlazione più forte con malattie sistemiche in alcuni pazienti».
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




