Alla nostra attenzione si pone un paziente di 35 anni, di sesso maschile, che riferisce ipersensibilità al freddo nel settore superiore II, tra premolari e molari. L’esame clinico evidenzia un ingrigimento dello smalto a livello dei premolari. La diagnosi radiografica conferma la presenza di una carie interdentale con demineralizzazione a livello dell’elemento 25. Escluso il coinvolgimento pulpare, si procede con un piano terapeutico che prevede un restauro diretto con tecnica centripeta, rispettando le esigenze funzionali ed estetiche del paziente. A questo segue anche la gestione delle infiltrazioni di I classe sul 26.
Viene eseguita un’anestesia plessica vestibolare e palatale con articaina e adrenalina (1:100.000). Una volta ottenuta l’anestesia, si procede con la prova del gancio 12A e l’applicazione della diga, curando l’invaginazione del foglio a livello del colletto. Il foglio viene inserito negli spazi interprossimali con l’aiuto del filo interdentale per garantire un accesso ottimale alle frese e si posiziona un fender wedge per proteggere il dente adiacente.
L’apertura della cavità è eseguita con una fresa diamantata troncoconica a grana media (Komet). Per la rimozione della dentina sclerotica si utilizza una fresa conica a testa piatta con bordo arrotondato (959KR.314.018, Komet), mentre per la rifinitura del fondo cavitario si impiega una fresa diamantata dorata a cono rovesciato (807.314.012, Komet). La pulizia mininvasiva della cavità avviene con una fresa a rosetta in ceramica (ZrO2, Komet). La rifinitura delle pareti è completata con gommini extrafini in pietra di Arkansas (Komet).
Dopo la rimozione della carie, si posiziona un cuneo interdentale (Composi-Tight 3D Fusion, Garrison) e si prepara la cavità per il restauro. Si applica una matrice sezionale con anello di contenimento (Composi-Tight 3D Fusion, Garrison) per definire la parete distale del 25.
La mordenzatura selettiva dello smalto avviene con acido ortofosforico al 35% per 20 secondi. Successivamente, si applica un sistema adesivo universale a doppia polimerizzazione, evaporando il solvente con aria compressa per 5 secondi e fotopolimerizzando per 10 secondi.
Il riempimento delle cavità dei due elementi avviene con composito flowable bulk-fill (Brilliant Bulk Fill, Coltene), seguito da fotopolimerizzazione per 20 secondi. La modellazione avviene manualmente con il supporto di una guida di stampa realizzata con diga liquida per adattare ermeticamente il composito ai margini della preparazione. La modellazione della superficie occlusale ripristina l’anatomia degli elementi, utilizzando supercolore brown per evidenziare la morfologia iniziale.
La rifinitura post ricostruzione avviene con dischetti abrasivi (Sof-Lex, 3M Espe) per perfezionare i contorni e migliorare il passaggio del filo interdentale. La lucidatura finale è eseguita con gommini a coppetta (Greenie cups, Shofu) e pasta diamantata, seguiti da dischetti lucidanti in feltro (Super-Snap Buff Disk, Shofu) e gommini abrasivi diamantati (Optragloss, Ivoclar).
Il controllo radiografico finale conferma il corretto sigillo del restauro, garantendo l’assenza di potenziali zone di infiltrazione.
Autori:

Gianfranco Roselli, Specialista in Ortodonzia, Odontoiatra consulente presso l’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari)

Nicola Carretta, Libero professionista ad Altamura (Bari)

Trifone Lorenzo Bruno, Odontoiatra post-graduated presso Titu Maiorescu University
Gianfranco Roselli
Odontoiatra presso il Centro di odontoiatria infantile dell'ospedale generale regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari)





