Lo studio del rapporto tra i problemi occlusali e la colonna vertebrale è di crescente interesse per odontoiatri e ortopedici a causa della maggiore incidenza di dolore nei muscoli del collo, del tronco, degli arti superiori e inferiori e nelle articolazioni temporo-mandibolari riportati dai pazienti con disfunzione occlusale. Esistono diverse condizioni che impediscono il normale allineamento del tronco sul piano frontale ed è interessante indagare il loro rapporto con l’occlusione dentale.
Negli anni Sessanta un dentista americano aveva presentato un caso clinico in cui ravvisava una relazione causale tra occlusione e scoliosi, evidenziando miglioramenti alla colonna vertebrale dopo il trattamento ortodontico e sostenendo l’esistenza di un rapporto tra malocclusioni dentali e vari problemi scheletrici come scoliosi, cifosi e altri difetti posturali (1). In seguito, in letteratura sono comparsi numerosi studi in cui questa relazione veniva approfondita e, una decina di anni fa, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Aquila decise di farne una revisione (2).
Sulla base dei lavori pubblicati dal 1970 al 2010, gli studiosi concludevano che «esistono prove plausibili per una maggiore prevalenza di malocclusioni unilaterali di Classe II associate alla scoliosi e un aumento del rischio di morso incrociato laterale con deviazione della linea mediana nei bambini affetti da scoliosi. Inoltre, la documentazione delle associazioni tra la gamma ridotta di movimenti laterali della mandibola e la scoliosi sembra convincente». Gli autori citavano anche dati sull’associazione tra plagiocefalia e scoliosi.
Più recentemente si segnala uno studio polacco, che ha valutato la prevalenza di vari tipi di malocclusioni in un gruppo di 60 ragazze, tra i 12 e i 16 anni, con scoliosi idiopatica dell’adolescente, oltre all’associazione tra anomalie occlusali e lato, posizione e gravità della deformità della colonna vertebrale (3). I tratti occlusali sono stati valutati sui modelli in massima intercuspidazione. Tutte le pazienti con scoliosi hanno mostrato almeno un tratto ortodontico anormale; c’è da dire che anomalie sono state rilevate anche nella maggior parte delle ragazze senza scoliosi inserite in un gruppo di controllo, ma almeno tra queste il 16,7% aveva una dentizione libera da qualsiasi difetto ortodontico. Nella dimensione sagittale, le pazienti con scoliosi avevano una maggiore frequenza di distocclusione bilaterale e mesiocclusione unilaterale rispetto al gruppo di controllo; hanno anche mostrato affollamento dentale, aumento dell’overjet e overbite con maggiore frequenza rispetto alle ragazze sane.
Gli autori confermano che «il trattamento ortodontico può alleviare l’impatto negativo che una malocclusione ha sulla salute orale, sull’estetica e sul benessere psicologico di questi pazienti» ma non sono in grado di valutare se il trattamento ortodontico può avere effetti benefici sulla scoliosi. In ogni caso ritengono che «i risultati rendano evidente la necessità di collaborazione tra ortopedici e ortodontisti nella complessa assistenza medica per gli individui scoliotici».
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
1. Hitchcock HP. Treatment of malocclusion associated with scoliosis. Angle Orthod 1969, 39:64-68.
2. Saccucci M, Tettamanti L, Mummolo S, et al. Scoliosis and dental occlusion: a review of the literature. Scoliosis. 2011 Jul 29;6:15.
3. Głowacka J, Opydo-Szymaczek J, Mehr K, et al. Adolescent idiopathic scoliosis and malocclusion – a cross sectional study of female patients without previous orthodontic treatment. Anthropol Anz. 2020 Nov 30;77(4):269-280.




