Il numero di persone con osteoporosi e cancro è in aumento con l’invecchiamento della popolazione e, naturalmente, l’uso di farmaci antiriassorbitivi per questi pazienti è anch’esso in aumento. L’osteonecrosi dei mascellari correlata ai farmaci (Mronj, medication-related osteonecrosis of the jaw) è un effetto collaterale grave, in cui l’esposizione dell’osso mascellare per più di otto settimane o la formazione di fistole può portare a infezioni, che possono causare lesioni osteomielitiche.
Recentemente, molti ricercatori hanno cercato di analizzare i reperti di imaging per differenziare la Mronj dall’osteomielite convenzionale, poiché la prima è refrattaria alla terapia antibiotica e alle procedure conservative di debridement. Inoltre, queste lesioni sono difficili da trattare e il loro sviluppo in un paziente oncologico può limitare l’uso dei farmaci e ritardare la chemioterapia.
Su Scientific reports si possono leggere i risultati di un nuovo studio coreano che ha confrontato le caratteristiche cliniche e radiologiche della Mronj tra pazienti che hanno assunto terapie antiriassorbitive per il trattamento dell’osteoporosi o per il trattamento di metastasi ossee.
Gli autori hanno analizzato i dati clinici, radiografici panoramici e di tomografia computerizzata di 159 pazienti con Mronj che hanno sviluppato la condizione dopo l’uso di farmaci antiriassorbitivi per la gestione dell’osteoporosi o per neoplasie ossee: 120 facevano parte del “gruppo osteoporotico” e 39 del “gruppo oncologico”.
I soggetti del gruppo osteoporotico erano significativamente più anziani rispetto al gruppo oncologico, con una predominanza femminile più marcata. La durata media della terapia con farmaci antiriassorbitivi era maggiore nel gruppo osteoporotico rispetto al gruppo oncologico e la durata media dei sintomi era di 4,5 mesi nel gruppo osteoporotico e di 3,2 mesi nel gruppo oncologico. La maggior parte delle lesioni si è verificata nella mandibola, e la regione maggiormente interessata è stata quella dei molari e premolari. Invece, la distribuzione delle lesioni tra mascella e mandibola non differiva significativamente tra i due gruppi.
Nelle caratteristiche dell’osteonecrosi si sono evidenziate differenze. Nel gruppo oncologico, che aveva ricevuto una terapia antiriassorbitiva ad alte dosi, si è osservato un esordio più rapido della malattia, una sintomatologia più di tipo necrotico che purulento e un tasso di guarigione più basso rispetto a quelli del gruppo osteoporotico. Anche se non sono state trovate molte differenze rilevanti nella presenza o nella gravità delle caratteristiche radiologiche patognomoniche della Mronj associata a farmaci tra i due gruppi, le dimensioni delle sequestrectomie e l’indice di corticalizzazione mandibolare (Mci, Mandibular cortical index, misura utilizzata in radiologia dentale e maxillo-facciale per valutare la densità e lo spessore della corticale della mandibola) differivano significativamente tra il gruppo osteoporotico e quello oncologico.
«Questi risultati – concludono i ricercatori coreani – potrebbero aiutare nella diagnosi, nella pianificazione del trattamento e nella prognosi dell’osteonecrosi dei mascellari associata a farmaci in pazienti con osteoporosi e condizioni oncologiche».
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




