Giunge al nostro studio odontoiatrico la paziente Z. F. in urgenza per due ascessi parodontali a carico degli elementi 1.4. e 1.2.
La paziente è una signora di 76 anni senza patologie sistemiche, in terapia parodontale di supporto da anni presso il nostro studio. Tuttavia, per problemi personali, la paziente era da due anni che non veniva agli appuntamenti di mantenimento.
Successivamente a un’analisi strumentale iniziale abbiamo potuto constatare la presenza di una parodontite generalizza stadio IV e grado B (0,92) con la presenza di una tasca parodontale di 12 mm a carico dell’elemento in questione (1.4).
L’approccio terapeutico che abbiamo deciso di intraprendere è il seguente: applicazione della sola terapia fotodinamica con il laser Helbo immediatamente dopo all’inquadramento parodontale dei siti (1.2 e 1.4) e rivalutazione a 15 giorni.
Si denota a distanza di 15 giorni dalla sola applicazione della terapia fotodinamica, una riduzione di 2 mm del sondaggio a carico dell’elemento 1.2, che passa così da 9 mm in fase iniziale a 7 mm; nell’elemento 1.4 il guadagno è di 3 mm (dopo utilizzo della sola terapia fotodinamica).
Successivamente si è proceduto con la terapia parodontale non chirurgica utilizzando un manipolo a ultrasuoni con inserti parodontali. Si è deciso appositamente di non trattare il sito con strumentazione manuale perché il difetto osseo presentava un’architettura contenitiva a tre pareti.
Alla rivalutazione dei siti 1.4 e 1.2 possiamo notare un miglioramento al sondaggio e all’esame radiografico degli elementi in questione, ma non sufficiente per garantire la salute del parodonto. Si è quindi deciso di intraprendere un approccio chirurgico rigenerativo.
Nella fase chirurgica rigenerativa si è utilizzata sempre la tecnica della terapia fotodinamica con il laser Helbo prima della chiusura del lembo d’accesso per decontaminare e biostimolare il tessuto parodontale.
Da sottolineare che l’approccio parodontale non chirurgico eseguito con queste metodiche permette di essere meno invasivi sui tessuti parodontali e garantisce un maggior successo della terapia, anche di quella chirurgica. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che la terapia fotodinamica riduce l’attività osteoclastica, stimolando l’attività osteoblastica.
Autori:

Andrea Benetti, Odontoiatra libero professionista a Riva del Garda

Federico Folchini, Igienista dentale libero professionista a Riva del Garda
Andrea Benetti
Libero professionista a Riva del Garda





