
Antonia Sinesi, igienista dentale e socio attivo dell’Accademia italiana ricerca orale (Airo)
Ipertensione, dermatiti, psoriasi, diabete e altre patologie sistemiche sono connesse a tre manifestazioni benigne della lingua: lingua nigra villosa, lingua a carta geografica e lingua scrotale. «L’ispezione della lingua è un momento fondamentale della visita»
La lingua è, a ragion veduta, l’organo più complesso del corpo umano. È l’organo che svolge funzioni importanti: gusto, fonazione, masticazione e deglutizione.
«Fammi vedere la lingua» è una frase che ci è molto familiare, in quanto udita ogni qual volta ci visitava il nostro medico di famiglia. Guardare la lingua significava osservare l’organo indicatore del nostro stato di salute. Purtroppo oggi questa pratica si è un pò persa e invece si dovrebbe incentivarla e tornare a praticarla in quanto la lingua fornisce utili indicazioni sul nostro stato di salute o di malattia. La lingua può essere sede di processi reattivi e infiammatori che vanno identificati dal medico o meglio ancora dal dentista.
L’esame ispettivo della lingua è un esame semplice, economico, non invasivo e senza la necessità di strumenti diagnostici particolari. L’ispezione della lingua insieme alla raccolta dei dati anamnestici del paziente deve costituire per i medici e soprattutto per odontoiatri e igienisti dentali un momento importante poiché, con queste semplici procedure, si possono intercettare alcuni aspetti che possono sottendere malattie sistemiche.
Lingua nigra villosa, lingua geografica e lingua scrotale sono tre esempi significativi. Si tratta di tre condizioni molto frequenti, ma spesso misconosciute, condizioni benigne ma spesso correlate a patologie sistemiche, talvolta anche gravi. Ecco il punto sulle tre manifestazioni, frutto di un lavoro di ricerca che si è reso necessario per curare una paziente che presentava tutte e tre queste manifestazioni (vedi box in questa pagina).
LINGUA NIGRA VILLOSA
Si tratta di una ipertrofia delle papille filiformi linguali che interessa il dorso della lingua risparmiando i margini e la punta. La lingua assume un aspetto peloso, si può presentare di colore bianco, giallo, marrone, talvolta nero, verdastro o addirittura non presentare nessuna colorazione. In letteratura alcuni lavori riportano valori superiori ai 18 mm di lunghezza delle papille filiformi, mentre altri studi evidenziano una prevalenza del 40% nelle persone di età superiore a 60 anni; i pazienti oncologici, i fumatori, gli Hiv positivi, gli edentuli e quelli con scarsa igiene orale sono i più coinvolti. La lingua nigra villosa nei fumatori molto spesso è dovuta all’accumulo di pigmenti esogeni contenuti nelle sostanze ingerite o nei prodotti di combustione del tabacco che non vengono rimossi con adeguate procedure di igiene orale. L’uso abituale del tabacco porta a una prevalenza stimata del 58% negli uomini e del 33% nelle donne; l’uso di alcol e droghe per via endovenosa e anche il consumo eccessivo di caffè e di tè nero sono condizioni che comportano una maggiore prevalenza di lingua nigra villosa. Vengono chiamati in causa anche molti farmaci, in particolare alcune classi di antibiotici, antidepressivi, anticolinergici e antipertensivi.
Una debilitazione generale dell’organismo favorisce l’insorgenza della lingua villosa, così come una recente radioterapia nella regione della testa e del collo.
Nei pazienti non fumatori, la presenza della lingua nigra villosa può rappresentare una spia di forte debilitazione del paziente e quindi dovrebbe indurre il clinico a ricercare cause sistemiche o malattie su base autoimmunitaria o infettiva.
Terapia
In letteratura sono state proposte alcune terapie, oltre all’eliminazione dell’agente causale (fumo, farmaci ecc.).
Sciacqui con bicarbonato di sodio o con perossido di idrogeno 12 volumi al 3% possono aiutare a migliorare la desquamazione delle papille filiformi cheratinizzate e sbiancare la lingua. Modifiche dello stile di vita, come l’idratazione orale, sono fondamentali insieme a un maggior consumo di frutta e verdura crude, che aiutano a migliorare questa condizione. Possono essere utilizzate pomate antibiotiche e antifungine; torna utile l’assunzione di integratori a base di vitamine del complesso B e probiotici. In letteratura sono riportati studi che dimostrano la validità della terapia fotodinamica.
L’igiene della lingua è fondamentale: debridement delicato giornaliero per rimuovere il tessuto cheratinizzato ed eliminare detriti e batteri intrappolati nelle papille filiformi, da effettuare con un raschietto per lingua o uno spazzolino.
LINGUA A CARTA GEOGRAFICA
La lingua a carta geografica, detta anche glossite migrante benigna, è una malattia infiammatoria benigna a carattere cronico o recidivante che può interessare qualsiasi parte della lingua.
Fisiologicamente la lingua è normalmente coperta dalle papillem mentre nella lingua a carta geografica si assiste alla presenza di aree in cui sono assenti le papille, aree che appaiono come “isole” lisce e rosse, spesso con bordi bianchi a cercine leggermente rialzato. L’aspetto complessivo che ne risulta può ricordare quello di una mappa geografica. Le lesioni sono caratteristicamente “migranti”, guariscono in una zona per poi spostarsi in un’altra parte della lingua, talvolta nell’arco di giorni o anche di ore.
Anche se non si tratta di una condizione pericolosa, si è dimostrata una sua associazione con psoriasi, diabete, ipertensione e celiachia. Infatti, un recente studio pubblicato da Sinesi et al. Nel 2018 (2), ha evidenziato che su una popolazione di 212 bambini celiaci, la glossite migrante benigna è presente nel 9% dei casi. Interessante è l’associazione con la psoriasi e la somiglianza istopatologica può supportare l’ipotesi che la lingua geografica sia un’espressione della psoriasi orale. Fattori psicologici come lo stress rappresentano una componente di rischio potenzialmente modificabile e in grado di influenzare la frequenza delle recidive.
Nei pazienti diabetici è stata calcolata una prevalenza della lingua geografica quattro volte superiore, che nel caso del diabete di tipo 1 si attesterebbe all’8%. È stata anche riportata una relazione tra lingua geografica e asma, eczema, raffreddore da fieno, livelli sierici elevati di immunoglobuline E (IgE) e dermatite atopica. La lesione è comune nei pazienti che presentano condizioni infiammatorie acute ricorrenti. Alcuni studi dimostrano infine che l’ipertensione o i farmaci ipertensivi sono fattori associati a questa condizione.
L’osservazione di questa condizione, specialmente se recidivante, deve indurre il clinico a prescrivere esami emocromocitometrici per valutare eventuali associazioni sistemiche ed eventualmente una consulenza del dermatologo soprattutto se sono presenti piccole lesioni aspecifiche sulla cute.
Terapia
La terapia è finalizzatasi a ridurre il bruciore e a favorire la rigenerazione: unguenti a base di acido ialuronico, aloe vera, vitamina E, integratori a base di zinco, antistaminici diluiti con acqua in rapporto 1:4. Nei casi più gravi sono stati utilizzati preparati topici a base di immunosoppressori o di cortisonici da associare sempre con antifungini. Il regime alimentare deve assolutamente esser privo di cibi acidi e piccanti. In letteratura recentemente sono documentati ottimi risultati dopo terapia laser assistita.
LINGUA SCROTALE
Caratteristicamente sono presenti profondi solchi, pieghe o fessure di variabile profondità fino a 6 mm, che si estendono sul dorso e/o sui margini laterali della lingua, disposti verticalmente o orizzontalmente lungo l’asse maggiore della lingua. Nella lingua indentata, differentemente dalla lingua scrotale, le fessure sono presenti solo nei margini. È una condizione frequente nella popolazione e prevalentemente asintomatica. Nel caso in cui le fessure siano abbastanza profonde, i residui del cibo possono depositarsi all’interno causando infiammazione. Le papille filiformi possono risultare ingrossate e si possono avere infiltrazioni infiammatorie sottoepiteliali da parte di leucociti polimorfonucleati e linfociti.
Questa condizione è più frequente negli uomini che nelle donne e il fumo è uno dei maggiori fattori predisponenti. Il numero di individui coinvolti e la gravità della patologia aumentano progressivamente con l’avanzare dell’età: negli anziani, le lesioni tendono a svilupparsi più rapidamente perché la risposta immunitaria e la capacità di riparazione del Dna risulta meno efficace; inoltre in età avanzata si associa una certa atrofia delle mucose e delle ghiandole salivari.
È anche evidente una correlazione tra la lingua scrotale e la sindrome della bocca urente; così come per la lingua geografica, anche in questo caso si assiste a una maggiore prevalenza nei pazienti con psoriasi; i solchi possono insorgere nei pazienti oncologici sottoposti a chemio e radioterapia. Infine, in alcuni casi la lingua scrotale può essere un sintomo della sindrome di Melkersson Rosenthal, malattia rara caratterizzata da paralisi ricorrente del VII nervo cranico ed edema oro-facciale.
Terapia
Importante è la diagnosi differenziale con la sindrome di Melkersson Rosenthal, che può manifestarsi anche con la lingua scrotale.
Va evitato che ci siano sovra-infezioni fungine e batteriche legate alla presenza di solchi e fessure.
La lingua deve essere sottoposta a una profonda e costante pulizia e detersione giornaliera. Alcune volte la sedimentazione del cibo nei solchi può solo creare una condizione di alitosi e l’utilizzo di una garza imbevuta di una soluzione di acqua e bicarbonato può migliorare l’igiene orale.
Antonia Sinesi
Accademia italiana ricerca orale (Airo)
- Casu C, Nosotti MG, Sinesi A, Mosaico G. Hairy tongue, geographic tongue, scrotal tongue and systemic connections: clinical images and an overview. Dentist Case Rep Vol. 3 No. 1, 30 January 2019.
- Sinesi A, Cefola S, Viganò L, Casu C. Prevalence of benign migratory glossitis and angular cheilitis in a sample of the celiac population. International Journal of Current Advanced Research, 07(3), pp. 10878-10880.

TRE PATOLOGIE DELLA LINGUA IN UN SOLO PAZIENTE: UN CASO CLINICO RARO DOCUMENTATO IN LETTERATURA_È raro osservare la manifestazione su uno stesso paziente di tre patologie concomitanti della lingua. Così quando Cinzia Casu, Maria Giulia Nosotti, Antonia Sinesi e Giovanna Mosaico hanno visitato una paziente di anni 68 che all’esame obiettivo presentava lingua nigra villosa, glossite migrante e lingua scrotale, hanno deciso di documentare il caso clinico, poi pubblicato sulla rivista Case Reports in Dentistry (1).
La paziente, dunque, presentava tutte e tre le condizioni descritte.
«Dall’anamnesi risultava che la paziente utilizzava supplementi di calcio, antistaminici e cortisonici per la rinite allergica e non presentava segni cutanei che potessero indurre a pensare alla psoriasi – riferisce Antonia Sinesi, igienista dentale a Canosa di Puglia e membro dell’Accademia italiana ricerca orale (Airo) –. I valori dell’emocromo e la pressione arteriosa erano normali. In questo quadro clinico l’aspetto degno di nota era la terapia protratta con farmaci cortisonici».
La presenza di glossite migrante rifletteva uno stato immunitario della paziente molto probabilmente deficitario, inoltre l’inevitabilmente alterazione della popolazione batterica linguale e del microbiota orale può aver indotto alla formazione di una lingua villosa. Infine la forma scrotale della lingua ha contribuito a intrappolare microrganismi e residui alimentari.





