Nel 2023 è stata condotta un’indagine su scala europea per analizzare le politiche vaccinali rivolte ai dentisti e agli altri operatori dell’odontoiatria. I dati raccolti in 21 Paesi hanno confermato l’esistenza di politiche vaccinali per i professionisti del settore in tutti i paesi partecipanti, seppure con significative differenze sia nel numero di vaccinazioni previste sia nella loro natura, ovvero obbligatorie o raccomandate.
Secondo quanto riportato pochi mesi fa su Expert review of vaccins (1), le vaccinazioni contro epatite B, Covid19 e influenza sono risultate le più diffuse. Molto meno frequenti le politiche vaccinali contro morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, poliomielite, pertosse e tubercolosi, nonostante le indicazioni dell’Oms e le raccomandazioni dell’Unione Europea sull’immunizzazione degli operatori sanitari e i recenti focolai di malattie prevenibili con i vaccini.
Lo studio ha il merito di offrire una panoramica aggiornata e dettagliata della questione. Gli autori dell’indagine sollecitano l’adozione di un programma vaccinale di base comune a livello europeo, in grado di armonizzare gli interventi e garantire sicurezza sia agli operatori che ai pazienti.
L’adozione di politiche obbligatorie negli ultimi anni è stata favorita sia dal riemergere di malattie infettive, sia dalla crescente esitazione a vaccinarsi anche tra gli operatori sanitari. Va inoltre segnalato che in diversi Paesi i costi delle vaccinazioni ricadono sui singoli, in particolare per i liberi professionisti, con effetti negativi sulle adesioni. L’accesso gratuito e facilitato si conferma invece un fattore determinante per aumentare la copertura vaccinale.

Due studi europei recenti (2,3) hanno inoltre evidenziato carenze immunitarie e scarsa consapevolezza sul proprio stato vaccinale tra studenti di odontoiatria, sottolineando la necessità di intercettare tempestivamente i futuri clinici.
Ad oggi in Italia le indicazioni vaccinali per gli odontoiatri sono quelle mostrate in tabella. Livia Barenghi, esperta di prevenzione dell’infezione crociata dell’Università degli Studi di Milano, per una decisione personalizzata sulla propria campagna vaccinale, rimanda alle raccomandazioni presenti nella sezione “Vaccinazioni per gruppi di popolazione: gruppi a rischio” dell’Istituto Superiore di Sanità (4), in particolare alla sezione “Soggetti a rischio per esposizione professionale” e a quelle del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2023-2025 (5). «Infine, la decisione contro che cosa vaccinarsi va presa dall’operatore sanitario dentale dopo aver consultato il medico competente e il medico di base, non solo in base alla prevenzione del rischio o del pericolo infettivo personale e specifico nel luogo di lavoro (disciplinato dal Decreto legislativo 81/2008), ma anche per proteggere indirettamente le persone care, spesso fragili, con cui viviamo» ci ha detto Barenghi.
Infine l’esperta di rischio clinico fornisce una precisazione importante nei confronti della raccomandazione relativa alla vaccinazione antitetanica. Per quanto i casi di tetano associati all’odontoiatria siano rari (6), occorre ricordare che il Clostridiun tetani è un batterio anaerobio sporigeno e che, soprattutto, altri batteri della stessa specie (Clostridium difficile, Clostridium botulinum, Clostridium perfringens, Clostridium Aminobutyricum, Clostridium ssp, Clostridioides), spesso antibiotico resistenti, e/o le loro spore sono presenti nell’apparato gastro-intestinale, sulla pelle e variamente coinvolti in malattie dentali; sono noti per colonizzare un sito chirurgico, il biofilm sub gengivale, la carie dentale, probabilmente la polpa dentaria, e gli aligner dentali e il circuito idrico del riunito. Quindi, possono essere presenti nell’ambiente odontoiatrico (superfici, aria, acqua) (7,8). Il vaccino, spiega Livia Barenghi, offre una protezione mirata alta (97,8%) contro il Clostridiun tetani, ma non protegge dagli altri clostridi. Poichè normalmente la disinfezione superficiale avviene con disinfettanti con efficacia di medio livello, essi non sono efficaci sulle spore, che resistono fino a 6 mesi sulle superfici inanimate. È quindi necessario fare molta attenzione per prevenire danni percutanei (7) e all’igiene delle mani e ricordare la contaminazione microbica considerevole su superfici odontoiatriche ad alto contatto clinico, ad esempio di tutti i materiali di ortodonzia in confezioni sfuse, sia ricevute dal fabbricante sia in uso; poltrona, manico della lampada, lampade di polimerizzazione; telefoni e tastiere PC; l’acqua erogata per cure dentali.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
1) Maltezou HC et al. Vaccination policies for dentists and other dental professionals in Europe: a systematic report. Expert Rev Vaccines. 2025 Jun 5.
2) Maltezou HC et al. Attitudes toward Vaccinations and Vaccination Coverage Rates among Dental Students in Greece. Int J Environ Res Public Health. 2022 Mar 1;19(5):2879.
3) Zeller B, et al. Awareness of vaccine-preventable diseases and self-reported immune status of Swiss dental healthcare workers. Swiss Med Wkly. 2021 Sep 28;151.
4) www.epicentro.iss.it/vaccini/gruppirischio
5) www.epicentro.iss.it/vaccini/piano-nazionale-vaccini-2023-2025
6) Baviskar PS et al. Tetanus of suspected dental causality. J Stomatol Oral Maxillofac Surg. 2021 Feb;122(1):115-118.
7) Kannan I et al. Evaluation of surface contamination of bacteria in various dental clinics with special reference to obligate and facultative anaerobic spore bearing Bacilli. International Journal of Medical Research & Health Sciences 2014;3(3):554-559.
8) Infection Control In Practice Team Huddle. Vaccine-Preventable Diseases–Updates. 2025 agosto; 24(4):1-23.




