Un crescente corpo di evidenze scientifiche sottolinea il ruolo della dieta nella salute parodontale. Tra i nuovi dati presentati all’ultimo congresso EuroPerio11 a Vienna, uno studio condotto presso l’Academic Centre for Dentistry di Amsterdam (1) ha evidenziato una correlazione significativa tra il consumo di verdure e l’esito della terapia parodontale non chirurgica in pazienti con parodontite severa.
La ricerca ha coinvolto 100 pazienti, già parte di uno studio randomizzato controllato, che avevano ricevuto la terapia con o senza disinfezione sottogengivale e antibiotici. I partecipanti hanno compilato un questionario alimentare relativo ai tre giorni precedenti l’intervento terapeutico, valutando l’assunzione di verdure, frutta e prodotti dolci. I dati parodontali sono stati raccolti al basale, a tre mesi e a sei mesi. Dopo aggiustamento per fattori confondenti (età, sesso, livello d’istruzione, fumo, circonferenza vita, allocazione al trattamento, livello di placca e valori parodontali iniziali), il consumo di verdure è risultato significativamente associato a miglioramenti clinici a tre e sei mesi, inclusa la riduzione del sanguinamento al sondaggio, dell’area infiammata parodontale, della profondità media di tasca, della percentuale di profondità superiore a 5 mm e del livello di attacco clinico. In particolare, tutti gli indici parodontali sono migliorati progressivamente in funzione dell’incremento del consumo di verdure, mentre frutta e dolci non hanno mostrato correlazioni significative.
Questi risultati suggeriscono che specifiche abitudini alimentari possano favorire i processi di guarigione post-terapia e che una dieta ricca di verdure potrebbe rappresentare un coadiuvante efficace nel trattamento della parodontite severa. «La dieta svolge un ruolo cruciale non solo nella prevenzione primaria e secondaria, ma anche nella fase di recupero dopo il trattamento. Incoraggiare i pazienti ad adottare abitudini alimentari più sane, in particolare aumentando il consumo di verdure, potrebbe migliorare il successo della terapia parodontale», ha evidenziato il professor Lior Shapira, presidente del comitato scientifico di EuroPerio11.
All’interno dello stesso congresso sono stati presentati altri due lavori che rafforzano l’associazione tra alimentazione e salute orale. Uno studio longitudinale finlandese ha mostrato che una dieta proinfiammatoria aggrava l’infiammazione sistemica nei pazienti con parodontite e aumenta i livelli di proteina C-reattiva, un marcatore chiave di infiammazione cronica. L’effetto si è mantenuto nel tempo, suggerendo che dieta e stile di vita agiscano in sinergia sull’infiammazione sistemica.
Un ulteriore studio presentato da ricercatori tedeschi (2) ha valutato l’effetto dell’eliminazione totale degli zuccheri e dei dolcificanti per quattro settimane su 55 studenti in odontoiatria, osservando una significativa riduzione del sanguinamento al sondaggio, un miglioramento del profilo vitaminico e un calo ponderale medio di un chilogrammo. Il desiderio di zuccheri, inizialmente elevato, è diminuito progressivamente, indicando che programmi strutturati di astensione possono avere benefici concreti sulla salute orale e generale. L’insieme di questi dati rafforza l’evidenza che la dieta non solo influisce sull’insorgenza della malattia parodontale, ma anche sulla risposta alla terapia, rendendo auspicabile l’integrazione di un counseling nutrizionale nella pratica clinica odontoiatrica.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
1) De Jong TMH, Angelakis A, Van der Velden U, Loos BG, Bizzarro S. Effect of dietary habits on outcome of nonsurgical periodontal therapy. Journal of Clinical Periodontology, Vol. 52, 2025. EuroPerio11, May 14-17, 2025, Vienna, Austria, Oral Presentations.
2) Woelber JP. Effects of a 4-week sugar avoidance on periodontal, systemic and psychological parameters. An uncontrolled interventional clinical trial. Journal of Clinical Periodontology, Vol. 52, 2025. EuroPerio11, May 14-17, 2025, Vienna, Austria, Oral Presentations.




