Software Cad e fresatori Cam sempre più sofisticati hanno cambiato la protesi dentaria. Ad oggi la merceologia delle cialde per i fresatori ci consente di avere un’ampia scelta a seconda del caso oggetto di riabilitazione protesica; ad esempio la versatilità delle moderne ceramiche ibride permette al clinico di poter usufruire di manufatti protesici con una buona estetica finale, relativamente resistenti e modificabili/riparabili nel tempo, anche alla poltrona o in poche ore in laboratorio.
Caso clinico
Si presenta alla nostra attenzione una paziente di anni 66 con dentatura terminale in arcata superiore il cui desiderio è di non dover affrontare troppe sedute alla poltrona, contenendo i costi, e poter avere una nuova dentatura fissa il giorno stesso delle estrazioni. Nell’anamnesi generale la paziente riferisce di essere stata affetta da un tumore mammario trattato con terapie oncologiche 5 anni prima, che hanno portato a una completa remissione dello stesso e a uno stato di salute generale stabile.
Realizzata la scansione intraorale ed esaminata la Cbct, si è proceduto al progetto implanto-protesico. Mediante matching dei file stl e dicom per poter produrre la dima chirurgica e il framework immediato da consegnare il giorno della chirurgia, come guida per l’orientamento protesico delle fixture sono stati sufficienti gli alveoli dentari (grazie anche a volumi ossei adeguati e fenomeni di scattering praticamente assenti) senza necessità di dime radiologiche/evobite. L’analisi radiografica ha evidenziato una maggiore perdita ossea nel lato superiore destro, indicazione del fatto che i tessuti si sarebbero potuti contrarre durante il periodo di guarigione; il fatto di utilizzare una ceramica ibrida (indipendentemente dalla marca) consente di poter “raccordare” il framework protesico con eventuali aggiunte di resina in futuro.
Realizzata anestesia locale ed estratti gli elementi dentari compromessi, sono stati inseriti gli impianti con chirurgia flapless al fine di traumatizzare il meno possibile i tessuti. Per migliorare la prognosi a seguito del carico immediato si è deciso di procedere con uno “splintaggio” rigido tramite barra elettrosaldata utilizzando la saldatrice intraorale Joinplant della Swiss & Wegman. Una volta inseriti gli impianti e accertato il loro torque finale, sono stati parallelizzati gli abutment conometrici, ingaggiate e attivate le relative cappette da saldatura. La facilità nel parallelizzare la componentistica dedicata è possibile grazie al tipo impianto CSR della Sweden & Martina, che permette di utilizzare pilastri conometrici non “indexati”, per cui non si è vincolati ad avere la posizione data dall’esagono interno ed è sempre possibile avere un parallelismo accettabile. Il fatto di non ingaggiare l’esagono interno non stressa la vite passante dei pilastri angolati grazie alla sua caratteristica connessione DAT (Double Action Tight) con una doppia interfaccia conica interna a 6°.
In seguito è stata piegata e sagomata una barra in titanio di diametro 2 mm in modo da avere sempre un punto di contatto con la componentistica dedicata e garantire un giunto saldato di qualità. Ultimate le procedure di saldatura con il programma preimpostato del macchinario si è verificato il fit della barra nel guscio protesico in ceramica ibrida, dopo la ribasatura in bocca si è potuto procedere alla lucidatura finale e alla consegna del manufatto a carico immediato. La struttura in titanio con le cappette da saldatura verrà ribasata intraoralmente, sfruttando gli engrammi muscolari della paziente al fine di raggiungere una intercuspidazione accettabile.
Dai controlli periodici nel tempo si è potuta constatare una buona guarigione dei tessuti e l’integrazione degli impianti; nelle zone dove si è verificata la contrazione dei tessuti è stato sufficiente rilevare un’impronta di posizione della struttura e ribasare in laboratorio i gap. I tempi di attesa sono quelli di una semplice ribasatura di protesi mobile, per cui in giornata è stato possibile restituire il manufatto alla paziente.
In conclusione possiamo affermare che i manufatti protesici in ceramica ibrida possono essere utilizzati come provvisori “a lunga durata”, soprattutto per il fatto che possono essere modificabili e/o riparabili nel tempo, garantendo una buona resistenza e una resa estetica accettabile.
Luca Cicero
Libero professionista a Oristano





