Le specie di candida, in particolare Candida albicans, rappresentano uno dei principali fattori coinvolti nello sviluppo della stomatite associata a protesi rimovibili, in quanto sono in grado di formare biofilm sulla superficie delle protesi dentarie. I detergenti chimici risultano efficaci nel controllo di questi microrganismi, ma le possibili alterazioni dei materiali protesici e il rischio di irritazione delle mucose hanno stimolato l’interesse verso alternative non chimiche. Una revisione sistematica ha quindi confrontato in modo sistematico l’efficacia dei detergenti chimici e non chimici per la riduzione delle specie di Candida sulle protesi dentarie rimovibili.
Pubblicata sul Journal of Exploratory Research in Pharmacology (1), la revisione ha incluso 20 studi, di cui 10 trial clinici randomizzati e 13 studi in vitro.
I risultati indicano che i detergenti chimici, tra cui ipoclorito di sodio a concentrazioni comprese tra 0,25% e 2,5%, clorexidina tra 0,2% e 2% e compresse effervescenti a base di perossido, hanno ottenuto nella maggior parte degli studi una riduzione della contaminazione microbica (valutata dalle unità formanti colonia) compresa tra l’80% e il 100%, con alcuni lavori che riportano anche l’eradicazione completa del biofilm. Gli agenti non chimici (a base di prodotti vegetali tipici della medicina cinese, spesso contenenti eugenolo, antiossidanti e antimicrobici, aceto), hanno invece mostrato una riduzione inferiore della contaminazione, compresa tra il 40% e l’85%.
Tuttavia, in sei dei dieci studi inclusi è stato osservato che i detergenti chimici determinano un aumento della rugosità superficiale e fenomeni di discromia dei materiali. Gli agenti non chimici, al contrario, mantengono l’integrità del materiale e sono stati preferiti dai pazienti per il gusto e per la facilità d’uso. La valutazione del rischio di bias ha evidenziato un livello basso o moderato nell’80% dei trial clinici randomizzati e un rischio basso in 10 dei 13 studi in vitro analizzati.
In conclusione, la revisione mostra che sia i detergenti chimici sia quelli non chimici sono in grado di ridurre le specie di Candida, sebbene gli agenti chimici presentino un’azione antifungina più costante. Tuttavia, la compatibilità con i materiali, la tollerabilità da parte del paziente e la sicurezza rimangono fattori rilevanti nella scelta del metodo di detersione. I risultati supportano l’impiego di agenti non chimici come opzione aggiuntiva o alternativa, tra cui detergenti di origine vegetale o basati sull’ozono, in particolare per un utilizzo a lungo termine o nei soggetti sensibili. Gli autori sottolineano inoltre che la decisione clinica per la scelta del prodotto dovrebbe bilanciare l’efficacia antimicrobica con la conservazione dell’integrità della protesi e l’aderenza del paziente alle procedure di igiene.
«In generale, le conoscenze sono tuttora insufficienti sul biofilm presente sulle protesi mobili – commenta per Italian Dental Journal Livia Barenghi, esperta di prevenzione dell’infezione crociata dell’Università degli Studi di Milano –. Tuttavia, le ripercussioni cliniche sono rilevanti viste le conseguenze sulla salute orale e sistemica (infezioni respiratorie), sulle funzioni orali e qualità delle vita (nutrizione, socializzazione) legate alla stomatite fungina e infiammazioni mucose; ciò considerando l’estesa e persistente contaminazione da Candida (fino all’80% nei portatori di protesi). Anche i materiali usati per ribasature morbide possono essere colonizzati (2). Inoltre, è noto che infezioni opportunistiche fungine siano associate a co-infezioni mucose batteriche e virali. Nei pazienti Long Covid portatori di protesi, la maggiore prevalenza di sintomi ricorrenti oro-facciali è attribuito alla persistente o successiva colonizzazione fungina legata a deficit immunitari e xerostomia (3).
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bibliografia:
1) Nazer MW, Alzuwaihri AZ, Alakkad BA, et al. A Comparison of the Efficacy of Non-chemical versus Chemical Cleansers against Candida Species on Removable Dental Prostheses: A Systematic Review. J Explor Res Pharmacol. 2026;11(1):e00041.
2) Redfern J, Tosheva L, Malic S, Butcher M, Ramage G, Verran J. The denture microbiome in health and disease: an exploration of a unique community. Lett Appl Microbiol. 2022 Aug;75(2):195-209.
3) Chatzidou P, Stratos A, Chint M, Niakou A, Pissiotis A, Kamalakidis S. Denture-Associated Candidiasis and Mucormycosis in Post-COVID-19 Older Adults Managed Through an Integrated Prosthodontic and Infectious Disease Approach: A Narrative Review. Cureus. 2026 Feb 12;18(2):e103448.




