Si richiama la nostra attenzione su un paziente maschio di 24 anni che accusa ipersensibilità al freddo nel settore 3 tra premolari e molari. Dall’esame obiettivo si nota un ingrigimento dello smalto a livello di 3.5 e 3.6. Dopo un attento controllo radiografico, si nota la presenza di carie interdentale secondaria con conseguente demineralizzazione. Escludendo il coinvolgimento pulpare, si procede con la firma del piano di trattamento che prevede un restauro diretto. Le esigenze del paziente sono subito chiare: conservazione morfologica e funzionale.
Viene eseguita un’anestesia plessica vestibolare e palatale con articaina e adrenalina (1: 100000). Una volta che la zona è insensibile, si prosegue con la prova dell’uncino con successivo inserimento della diga, curando una corretta invaginazione del lenzuolo a livello del collare. Si procede con l’apertura delle cavità di 3.5 e 3.6 mediante una fresa troncoconica a grana media che consente l’accesso primario allo smalto. Si prosegue poi con una fresa tonda in ceramica (ZrO2 Komet) per effettuare una pulizia minimamente invasiva della carie premolare. Infine, per una migliore finitura delle pareti distali del 3.5, viene utilizzata una fresa cilindrica in pietra Arkansas a grana molto fine per evitare prismi di smalto non supportati. Una volta aperta la cavità prossimale del secondo premolare, questa espansione di spazio viene sfruttata per consentire a una fresa a sfera diamantata a gambo lungo di accedere alla parete mesiale del 3.6. Una volta eliminata la carie, vengono utilizzati dei cunei di legno per delimitare lo spazio interdentale. Dopo aver pulito le cavità di classe II, si procede con la seconda fasi adesive.
Mordenzatura acida su smalto (durata 30 secondi): permette la creazione di micro ritenzioni sulla superficie del perimetro dello smalto.
Posizionamento dell’adesivo self-etch (durata 10 secondi): l’adesivo applicato (One Coat Universal, Coltene) con la tecnica self-etch permette di ibridare la superficie dentinale.
Innanzitutto, il composito fluido ad alta viscosità (Brilliant Bulk fill, Coltene) viene depositato sulla parete mesiale di 36. Dopo una fotopolimerizzazione con lampada Led (Valo, Ultradent) per 45 secondi, viene inserita la matrice sezionale remiforme che, accompagnata da un anello e da un cuneo di legno, forma il complesso anello-matrice. Lo scopo della matrice è raggiungere una migliore definizione delle pareti distali del premolare. Il riempimento della cavità viene effettuato mediante l’utilizzo di compositi ad alta viscosità bulk-fill (Brilliant Bulk fill, Coltene). Una volta raggiunta un’altezza adeguata, il complesso matrice-anello viene rimosso.
Si procede poi con le fasi di finitura.
Prima finitura: viene eseguita con l’ausilio di dischi abrasivi 3M soft lex con lo scopo di levigare le pareti assiali. Inoltre, per completare la lucidatura, il restauro viene lucidato con un tampone di gomma.
Seconda finitura: una volta rimossa la diga, viene effettuato un controllo congiunto con la funzione di eliminare eventuali precontatti, operato con diamanti freschi a grana fine ed extrafine. In conclusione, si procede con il classico controllo radiografico per garantire che la ricostruzione sia avvenuta in condizioni ottimali e senza potenziali siti di infiltrazione.
Autori:

Gianfranco Roselli, Specialista in Ortodonzia, Consulente presso il Centro di odontoiatria infantile dell’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari)

Trifone Lorenzo Bruno, Studente di odontoiatria alla Titu Maiorescu University (Bucarest, Romania)
Gianfranco Roselli
Odontoiatra presso il Centro di odontoiatria infantile dell'ospedale generale regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari)





