La modellazione occlusale anatomicamente guidata è un concetto che si riferisce alla progettazione per la creazione di restauri che riproducono la forma e la funzione anatomica del dente dell’individuo in modo preciso e dettagliato, basando la tecnica su tre punti fondamentali: precisione, funzione ed estetica.
Precisione, un aspetto fra i più importanti, con una stratificazione fatta di piccoli incrementi in particolare nelle seconde classi, consente un maggiore controllo nell’apporto di materiale per essere sicuri di aver adattato in modo ottimale il composito alle pareti del dente, specialmente nel pavimento e negli angoli del box ricavato dal corretto uso di matrici e cunei.
Funzione, con una modellazione guidata dall’anatomia è possibile ottenere un restauro che manterrà i parametri anatomici anche dopo i piccoli ritocchi occlusali. Se rispettata la funzione il restauro durerà più a lungo e, importante, non si andranno a generare possibili problemi di malocclusione, specialmente nel trattare più elementi che se non vengono rispettati i corretti punti di contatto occlusali questi potranno creare dei danni al paziente.
Estetica, altro fattore da non sottovalutare, oggi i pazienti sono sempre più esigenti e informati e grazie alla ricerca le Aziende aiutano molto migliorando le qualità estetiche dei materiali.
In definitiva la modellazione occlusale anatomicamente guidata mira a migliorare la qualità dei trattamenti dentali, garantendo una migliore integrazione del restauro nel cavo orale e riducendo il rischio di complicazioni a lungo termine.
Caso clinico
Un paziente di 59 anni si presenta alla mia attenzione riferendo un’aumentata sensibilità agli stimoli termici e agli zuccheri a carico dell’elemento 3.5 (fig. 1). Pianifico la rimozione della vecchia amalgama isolando il campo operatorio con la diga di gomma (fig. 2), procedendo alla bonifica della zona mesiale del 35 con la preparazione della cavità (fig. 3). La cavità è stata mordenzata con acido ortofosforico al 37% e trattata con un adesivo smaltodentinale universale (Futurabond U, Voco) (fig. 4).
Completata la procedura di condizionamento dei tessuti duri e applicato l’adesivo ho dedicato particolare attenzione al controllo della matrice e alla chiusura marginale per conferire il corretto profilo al restauro ed evitare sovra-contorni (fig. 5).
Come anticipato, per avere maggiore precisione e controllo nella costruzione del restauro si procede con piccoli apporti stratificando il materiale composito posizionando una piccolissima quantità di composito fluido (Grandioso Flow) nell’angolo formato da: pavimento del box, matrice e parete linguale del box; in questa fase il composito fluido non deve essere polimerizzato, si aggiunge sopra al composito fluido non ancora polimerizzato, una piccola quantità di composito nano-ibrido (Amaris Voco), si adatta in maniera ottimale alla cavità e si polimerizza (fig. 6). Effettuato il sigillo del gradino cervicale si procede con la ricostruzione della parte più profonda del box con una massa dentina (Amaris Voco) (fig. 7) e a seguire, dopo la foto-polimerizzazione, si procede alla stratificazione della massa smalto partendo dai versanti residui delle cuspidi del dente (Amaris Voco) (fig. 8). La figura 9 è il risultato della ricostruzione prima della rifinitura, a seguire il restauro rifinito e lucidato con gommini, feltrini e strisce abrasive (fig. 10).
Angelo Sonaglia
Libero professionista a Frascati (Roma)





