Il sistema protesico XCN Leone offre, sia nella versione fissa che in quella rimovibile, la possibilità di un fissaggio conometrico, che si stabilizza grazie all’attrito generato dai suoi componenti protesici. Questo avviene mediante il moncone Mua-Conic che dispone di un’emergenza conica sulla quale vengono fissate per frizione delle cappette conometriche in peek inglobate nella protesi. Nelle protesi fisse, l’ancoraggio conometrico permette una semplice rimozione per la manutenzione ordinaria poiché tali protesi non hanno né viti protesiche né cemento di fissaggio. Nelle overdenture supportate da impianti, il bloccaggio conometrico è apprezzato per l’elevata ritenzione durante la funzione. Inoltre, grazie al suo status di protesi rimovibile, offre un’igiene più semplice rispetto ai sistemi che utilizzano barre e anche alle riabilitazioni fisse avvitate, come la Toronto. Il fissaggio conometrico genera inoltre una tenuta ermetica riducendo al minimo le infiltrazioni batteriche e migliorando la salute dei tessuti perimplantari. In virtù della “doppia” connessione conometrica nel sistema implantare XCN Leone abbiamo questo vantaggio biologico sia a livello della connessione protesica, sia a livello della giunzione impianto-moncone, grazie al cono morse autobloccante.
Caso clinico
Paziente donna di 76 anni giunta con la richiesta di riabilitare sia l’arcata superiore che quella inferiore. Dalla valutazione radiografica (fig. 1) e clinica emerge che numerosi denti residui sono in cattive condizioni, con indicazioni all’estrazione; altri nella zona anterosuperiore sono stati sottoposti a un precedente trattamento parodontale e possono essere mantenuti. Nell’arcata inferiore è invece indicata l’estrazione di tutti i denti residui. Per l’arcata inferiore proponiamo una overdenture conometrica rimovibile su quattro impianti, mentre per l’arcata superiore consigliamo due ponti conometrici fissi per sostituire i premolari e i primi molari di entrambe le emiarcate.
Procediamo con le estrazioni e con l’inserimento degli impianti, quattro Classix nell’inferiore (34 – 4,1×10 / 36 – 3,3×8 / 44 – 4,1×12 / 46 – 3,3×10) e quattro nel superiore (14 – 3,3×12 / 16 – 3,3×10 e 24 – 3,3×12 / 26 – 4,1×10). Tuttavia, dopo che l’impianto in posizione 16 non si è osteointegrato, abbiamo deciso, oltre a sostituire quest’ultimo con un impianto Max Stability 3,75×10, di aggiungere un terzo impianto in posizione 15 (3,3×10).
A tre mesi dalla prima chirurgia e dopo aver eseguito il secondo intervento chirurgico, si passa alla fase protesica. Si decide di prendere in un primo momento solo le impronte dell’inferiore e del secondo quadrante, per poi proseguire, dopo l’osteointegrazione dei due impianti inseriti in un secondo momento, con il primo quadrante. Nell’arcata inferiore viene presa un’impronta primaria per la realizzazione di un portaimpronte individuale chiuso. Con l’ausilio dell’apposito posizionatore si inseriscono i transfer negli impianti (fig. 2) e si prende un’impronta analogica in silicone per addizione. Riteniamo che questo metodo di impronta sia ideale nei casi di overdenture complete, in quanto consente una riproduzione accurata dei tessuti molli sui quali poggerà la maggiore superficie di contatto della protesi. Nel secondo quadrante viene invece presa un’impronta ottica intraorale: dopo aver inserito gli Scan Post, si posizionano gli Scan Body Inclined Plane e si procede con l’acquisizione con lo scanner intraorale Medit i500 (fig. 3).
Dopo aver sviluppato un modello in gesso dell’arcata inferiore, l’odontotecnico sceglie i monconi Mua più idonei, li parallelizza con l’aiuto delle viti blu multifunzionali e blocca gli esagoni 360° nella posizione più idonea. Successivamente fissa gli adattatori Conic sui monconi Mua per trasformarli in monconi conometrici Mua-Conic, posiziona le cappette Mobile in peek sopra i monconi, scansiona il modello, crea con il software di progettazione 3Shape una struttura metallica in Cr-Co mediante sinterizzazione laser con spazi adeguati ad accogliere successivamente le cappette conometriche e il cemento (fig. 4) e infine finalizza la protesi rimovibile.
Per il secondo quadrante viene invece stampato un modello prototipato per parallelizzare i monconi Mua e assemblare i monconi Mua-Conic. Dopo aver posizionato le cappette Fixed sopra i monconi, il laboratorio scansiona il modello e realizza con il software di progettazione Exocad una struttura metallica in Cr-Co mediante sinterizzazione laser (figg. 5 e 6). Anche per il primo quadrante si sceglie una procedura digitale partendo da un’impronta ottica intraorale con gli stessi step descritti per il secondo quadrante.
Prima di finalizzare le due protesi fisse dell’arcata superiore, si effettua una prova metallo in bocca; dopo aver inserito a mano i monconi Mua-Conic negli impianti e posizionate le cappette Fixed, si provano le due strutture metalliche controllando anche il loro fitting passivo; nella stessa seduta si registra l’occlusione e la corretta dimensione verticale con un vallo in cera. In questo modo il laboratorio ha tutte le informazioni necessarie per finalizzare i due ponti conometrici superiori.
Infine, il giorno della consegna, si attivano tutti gli abutment con il percussore con punta in peek negli impianti (fig. 7) e si applicano su di essi le relative cappette, attivandole a loro volta con la punta in peek, dopo aver posizionato una diga di gomma per impedire il passaggio del cemento resinoso che fisserà le cappette nelle protesi (fig. 8). Per garantire la passività della cementazione, l’assestamento prima della polimerizzazione del cemento viene effettuato mediante occlusione. Completata la polimerizzazione, le protesi vengono rimosse, ripulite dal cemento in eccesso, lucidate e attivate sui monconi Mua-Conic (fig. 9).
Si ringrazia Sergio Pardo del Laboratorio Corus Mondental, Barcellona (Spagna), per le realizzazioni protesiche
Autori:

Fernando Orsini, Libero professionista a Barcellona (Spagna)

Hugo Esquiaga, Libero professionista a Barcellona (Spagna)
Fernando Orsini
Libero professionista a Barcellona (Spagna)





