In ortodonzia i materiali per cementazione fluorescenti possono essere di valido ausilio nella fase di debonding. Il loro uso permette di semplificare, velocizzare e rendere anche più sicura tale procedura clinica. Il seguente caso clinico descrive il trattamento di un affollamento anteriore: per il fissaggio al dente dei brackets si è ricorso a un composito fluorescente.
Caso clinico
La paziente, di 21 anni, si presentò per un problema estetico da affollamento dentario con la richiesta di ricreare un sorriso armonico.
All’anamnesi generale non riferiva patologie sistemiche. L’igiene orale era soddisfacente. In precedenza non erano stati intrapresi trattamenti odontoiatrici restaurativi.
Esame extra-orale: paziente mesiofacciale con profilo ortognatico e simmetria dei piani facciali. Competenza labiale con labbra normoposizionate e normotoniche. Nella norma anche l’angolo naso-labiale, la forma delle labbra, l’andamento del filtro labiale e l’angolo collo-mento.
Esame intraorale e dei modelli di studio: relazioni dentali molare e canina di I Classe con discrepanza dento-basale dell’arcata inferiore al di sotto di 7 mm. Overjet 2 mm e overbite 3 mm. Denti 23 e 43 ruotati, linea mediana inferiore deviata a destra di 3 mm con morso crociato in zona 13/43, assenza di processi cariogeni, fenotipo parodontale sottile.
Dagli esami strumentali (rx opt, cefalometria su telecranio latero-laterale, rx bitewings) viene confermata la presenza di tutti gli elementi dentari, l’assenza di processi cariosi e una corretta relazione antero-posteriore tra le basi mascellari.
Trattamento e debonding
Il piano terapeutico ha previsto una terapia ortodontica fissa multibracket con filo in acciaio e stripping dello smalto interprossimale a cui seguì, a fine trattamento per la fase di contenzione, l’inserimento di un apparecchietto mobile. I problemi ortognatodontici sono stati risolti nel pieno ripristino di un sorriso armonico.
Per la cementazione degli attacchi ortodontici si è fatto uso del sistema adesivo BrackFix (Voco): durante il debonding la fluorescenza del cemento adesivo ha permesso una rimozione mirata del cemento in eccesso.
Nel dettaglio, dopo la rimozione degli attacchi, si è proseguito con la rimozione dei residui dell’adesivo mediante fresa in carburo di tungsteno a 12 lame (Multilama per finitura H379.204.018, Komet) montata su un contrangolo rosso 1:5 (ExpertMatic Lux E25 L, Kavo) e getto spray intermittente. La rimozione dell’adesivo è selettiva grazie al simultaneo impiego di una torcia a raggi ultravioletti tenuta da un assistente a una distanza massima di 50 cm e puntata sulla zona di lavoro.
Terminata la rimozione mininvasiva del cemento, sono state rifinite le superfici e infine lucidate con strumenti diamantati single step (Dimanto, Voco). La seduta si conclude con brillantatura con spazzolino a bassa velocità (Kerr) e paste lucidanti a ridotta abrasività (CleanJoy, Voco).
Discussione
I rischi connessi con la fase di debonding vengono molto spesso sottovalutati in ortognatodonzia (1, 2). Se il debonding è effettuato approssimativamente, infatti, può apportare gravi danni alla superficie dello smalto dentario come fessurazioni, microfratture, aumento della ruvidità superficiale. Questi, col passare del tempo, possono degenerare in demineralizzazione, danni a carico della dentina o carie (3).
In questo caso clinico il perseguimento della minima invasività è stato possibile con l’uso di materiali fluorescenti che consentono un debonding atraumatico. Grazie all’utilizzo ortodontico di un cemento adesivo in composito dotato di fluorescenza rivelabile mediante fonte di luce UV con lunghezza d’onda di 360-370 nm e intensità di 20mW/cm2, soprattutto in fase di debonding è possibile rimuovere selettivamente i consueti residui di adesivo (4). In questo senso il sistema di cementazione BrackFix di Voco è praticamente unico ed è indicato per tutti i bracket metallici o ceramici oppure, su indicazione dell’autore, anche per gli attachments dei sistemi con allineatori trasparenti (Invisalign).
Bibliografia
1. van Waes H, Matter T, Krejci I. Three-dimensional measurement of enamel loss caused by bonding and debonding of orthodontic brackets. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 1997;112(6):666-669.
2. Brosh T, Kaufman A, Balabanovsky A, Vardimon AD. In vivo debonding strength and enamel damage in two orthodontic debonding methods. J Biomech. 2005;38(5):1107-1113.
3. Strobl K, Bahns TL, Willham L, Bishara SE, Stwalley WC. Laser-aided debonding of orthodontic ceramic brackets. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 1992;101(2):152-158.
4. Namura Y, Tsuruoka T, Ryu C, Kaketani M, Shimizu N. Usefulness of orthodontic adhesive-containing fluorescent dye. Eur J Orthod. 2010;32(6):620-626.
Gianfranco Roselli
Odontoiatra presso il Centro di odontoiatria infantile dell'ospedale generale regionale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari)





