Scopo di questo caso clinico è mostrare come, nei ritrattamenti complessi con pazienti fortemente motivati al mantenimento dell’elemento dentale naturale, non sempre sia possibile applicare direttamente la tecnica endodontica standardizzata proposta da Coltene (OGSF), ma sia necessario affiancarla ad una versione personalizzata. Sono tuttavia sempre valorizzate le caratteristiche della linea EDM: facilità di penetrazione, efficacia di taglio, preparazione conservativa e preservazione della dentina cervicale.
Caso clinico
Paziente di 26 anni con dolore intermittente e sensibilità alla percussione sul 36. L’esame clinico evidenziava un restauro in amalgama con patches in composito, mentre la radiografia mostrava un trattamento incongruo con coni d’argento in tutti i canali, radici lunghe e curve (26 mm) e canali stretti trattati solo parzialmente (fig. 1).
Dopo isolamento con diga di gomma, il restauro è stato rimosso con frese diamantate. Il materiale presente in camera pulpare (fig. 2) è stato eliminato con punte ad ultrasuoni. La configurazione canalare comprendeva tre canali (MV, ML e D): nella radice mesiale, di tipo II secondo Weine, dove il MV presentava un inizio di falsa strada; la radice distale era di tipo I.
Rimossi i coni d’argento tramite tecnica adesiva con microtubuli (figg. 3 e 4), il sondaggio manuale con K-files sul ML è stato ottenuto dopo varie ricapitolazioni (#06/08/10). L’allargamento coronale è stato eseguito con HyFlex EDM 18/.11, seguito dal glidepath con 15/.03 e EDM 10/.05 fino al terzo medio (sequenza personalizzata), quindi sagomatura con 18/.045 e 30/.04 fino alla LL. Tutti i file erano da 31 mm.
Il MV è stato sagomato con sequenza OGSF fino alla zona bloccata, non essendo necessario riprenderlo ai fini prognostici.
Nella radice distale il K-file #10 si bloccava al terzo medio per un gradino; si è quindi proceduto con K-files precurvati #6/8/10 fino a superarlo. L’imbocco, già ampio, non ha richiesto EDM 18/.11, per cui si è passati direttamente a 15/.03 e 18/.45 (31 mm), inseriti a mano precurvati e poi attivati con movimento rotatorio, sfruttando memoria di forma e resistenza alla fatica ciclica. Il 30/.04 non superava la curva, pertanto si è adottata la variante OGSF arrivando alla LL con il solo 20/05.
L’irrigazione è stata eseguita con NaOCl 5,25% ed Edta 17%, con attivazione finale. Dopo asciugatura, i canali sono stati otturati con cemento bioceramico. La radiografia post-operatoria ha confermato un riempimento omogeneo fino alla LL (fig. 5). La cavità d’accesso è stata sigillata con materiale provvisorio fotopolimerizzabile (DuoTemp, Coltene) e il paziente rinviato al curante.
Conclusioni
La risoluzione dei sintomi e il follow-up radiografico a 6 mesi hanno confermato l’esito favorevole del trattamento. La tecnologia NiTi trattata termicamente ha ridotto il trasporto canalare e migliorato la sagomatura nelle anatomie complesse, superando gradini e curve accentuate.
L’impiego dei file HyFlex EDM con sequenza OGSF e sue varianti ha garantito elevata flessibilità e resistenza alla fatica ciclica, riducendo il rischio di errori procedurali.
Alberto Rieppi
Libero professionista a Udine





