
Andrea Senna
Tariffe che non tengano adeguatamente conto dei costi necessari a garantire qualità e sicurezza delle prestazioni rischiano di ridurre l’offerta odontoiatrica nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, rendendo ancora più difficile l’accesso alle cure per le persone economicamente e socialmente più fragili. È l’allarme lanciato dalla Commissione albo odontoiatri (Cao) nazionale, che ha scritto al ministro della Salute Orazio Schillaci e al ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, per esprimere alcune osservazioni sul decreto del 7 agosto 2026 relativo alle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica.
«Gli importi previsti per diverse prestazioni odontoiatriche – afferma il presidente della Cao nazionale Andrea Senna – appaiono difficilmente conciliabili con la complessità e con i costi che caratterizzano oggi una prestazione erogata nel rispetto degli standard professionali, organizzativi e di sicurezza richiesti dall’ordinamento e dal Servizio sanitario nazionale».
L’attività odontoiatrica richiede infatti personale qualificato, rigorosi processi di sterilizzazione, il rispetto degli adempimenti in materia di radioprotezione e sicurezza delle cure, apparecchiature e tecnologie adeguate, manutenzione, materiali e dispositivi appropriati e il costante aggiornamento professionale degli odontoiatri.
La Cao nazionale richiama inoltre quanto previsto dalla stessa disciplina posta alla base del decreto: la determinazione delle tariffe deve tenere conto dei costi standard delle prestazioni, secondo criteri di efficienza, appropriatezza e qualità dell’assistenza, mentre il loro aggiornamento deve considerare anche l’innovazione tecnologica e organizzativa e l’andamento dei costi dei principali fattori produttivi.
«Il punto – sottolinea Senna – non è tutelare un interesse economico della categoria. È garantire la sostenibilità di un modello di assistenza odontoiatrica nel Servizio sanitario nazionale che permetta all’odontoiatra di operare secondo scienza, coscienza e deontologia e nelle condizioni necessarie ad assicurare qualità e sicurezza delle cure».





