
Gli odontoblasti contenenti il canale ionico TRPC5 (in verde) comprimono strettamente l’area tra la polpa e la dentina nel molare di un topo. Le estensioni filamentose delle cellule riempiono i canali sottili della dentina che si estendono verso lo smalto
Credit: L. Bernal et al./Science Advances 2021
Perché i denti sono così sensibili al freddo quando i tessuti sono infiammati? Nonostante il caratteristico dolore lancinante sia noto a tutti, i meccanismi cellulari che stanno alla base di questo fenomeno hanno impegnato generazioni di scienziati per essere chiariti.
C’è riuscito un team composto da ricercatori provenienti da molte parti del mondo che, come hanno spiegato su Science Advances, hanno individuato i responsabili negli odontoblasti, le cellule dei denti che contengono proteine sensibili al freddo, in grado di rilevare e reagire ai cali di temperatura.
L’elettrofisiologa Katharina Zimmermann, che ha guidato il lavoro dall’Università Friedrich-Alexander di Erlangen-Nürnberg in Germania, ricorda che 15 anni fa, quando faceva un post-doc negli Stati Uniti, era stata parte di un gruppo di ricerca che aveva scoperto che il canale ionico chiamato TRPC5 era altamente sensibile al freddo. Quando ci sono cambiamenti di temperatura, questi canali si chiudono o si aprono e permettono il passaggio di ioni nella cellula, generando in tal modo un impulso elettrico: è un modo rapido per inviare informazioni cruciali al cervello, al cuore e ad altri tessuti. Non si sapeva però in quale parte del corpo il TRP5 esercitasse le sue capacità. Non nella pelle, per esempio, dato che topi senza questo canale ionico possono ancora sentire il freddo.
Sempre sperimentando su topi di laboratorio, Zimmerman e colleghi hanno oggi scoperto che, in quelli alterati geneticamente in modo da non avere il gene che codifica per la proteina TPRC5, il dolore ai denti a fronte di stimoli termici non si manifesta, pur in presenza di lesioni (il dolore ai denti, nei topi, si esprime con comportamenti tipici e facilmente riconoscibili). Dunque è proprio la TPRC5 presente negli odontoblasti a determinare nei denti la reazione dolorosa al freddo.
Com’è noto, la sensibilità alla temperatura – una modalità con cui l’organismo tenta di proteggere il dente da ulteriori lesioni – può verificarsi per molte ragioni. Diverse persone hanno sperimentato un dolore intenso dovuto al freddo in presenza di una carie non trattata, ma i denti possono anche diventare molto sensibili al freddo a causa della recessione gengivale dovuta all’invecchiamento. Inoltre, il problema puó essere devastante per i malati di cancro trattati con chemioterapie a base di platino, tanto da indurre alcuni di loro a interrompere il trattamento.
La scoperta della causa di questo tipo di dolore ha permesso al team di ricerca di individuare un obiettivo farmacologico per ridurre al minimo la sensibilità dei denti al freddo. Già da secoli però la tradizione popolare aveva trovato un rimedio per il mal di denti: l’olio di chiodi di garofano. L’agente attivo che vi è contenuto è l’eugenolo, che blocca proprio il TRCP5. Dentifrici contenenti eugenolo sono già sul mercato, ma i risultati di questo studio possono portare ad applicazioni più potenti per il trattamento dei denti ipersensibili al freddo. E potrebbero esserci nuove applicazioni per l’eugenolo, come il trattamento sistemico dei pazienti con estrema sensibilità al freddo indotta dalla chemioterapia.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal
Bernal L, Sotelo-Hitschfeld P, König C, Sinica V, Wyatt A, Winter Z, Hein A, Touska F, Reinhardt S, Tragl A, Kusuda R, Wartenberg P, Sclaroff A, Pfeifer JD, Ectors F, Dahl A, Freichel M, Vlachova V, Brauchi S, Roza C, Boehm U, Clapham DE, Lennerz JK, Zimmermann K. Odontoblast TRPC5 channels signal cold pain in teeth. Sci Adv. 2021 Mar 26;7(13):eabf5567.




