Condizione clinica
La procedura clinica dell’infiltrazione resinosa è stata inizialmente introdotta in odontoiatria con la finalità di arrestare la progressione della lesione cariosa iniziale confinata nello spessore dello smalto. Questa proprietà è da attribuire alla bassa viscosità della resina infiltrante, in grado di penetrare lo smalto superficiale e sub-superficiale demineralizzato dal processo carioso, poroso e di colore biancastro, fino ad una profondità intorno ai 450 micron.
L’infiltrazione resinosa della lesione cariosa iniziale è in grado di arrestare il processo, rinforzare lo smalto dentale demineralizzato dagli acidi prodotti dai batteri cariogeni e generare un effetto di mascheramento visivo dell’area biancastra.
In un momento successivo all’impiego dedicato alla lesione cariosa iniziale, la procedura dell’infiltrazione resinosa è stata presa in considerazione anche per mascherare i difetti ipomineralizzati pre-eruttivi dello smalto, come ad esempio i quadri di fluorosi dentale che, almeno nei quadri non severi, appaiono come macchie e striature di colore bianco opaco sulla superficie dello smalto dentale.
L’aspetto bianco di queste lesioni è dovuto alla presenza, all’interno delle aree ipomineralizzate, di micro porosità e fluidi acquosi in grado di far subire al fascio di luce incidente ripetuti fenomeni di rifrazione e riflessione interni al difetto stesso. La resina infiltrante è in grado di riempire le micro porosità, sostituendo il fluido acquoso presente, e generare un indice di rifrazione dello smalto dentale interessato dal difetto pari a 1.52 che appare molto simile a quello dello smalto sano (1.62), con un conseguente effetto di mascheramento dell’area ipomineralizzata ex biancastra.
Veguer et al. hanno condotto una revisione sistematica per ottenere dei dati in merito alla stabilità cromatica dell’infiltrante resinoso a medio a lungo termine sia quando impiegato per arrestare la lesione cariosa iniziale demineralizzata, sia quando impiegato per mascherare i difetti ipomineralizzati pre-eruttivi.
Dati di evidenza scientifica
La revisione sistematica è stata condotta impiegando i pico questions, vale a dire una popolazione (p) rappresentata da pazienti che presentavano un’area demineralizzata (processo carioso) o ipomineralizzata pre-eruttiva nello spessore dello smalto dentale, tale da compromettere l’aspetto estetico del sorriso. L’intervento (i) considerato è stato la procedura d’infiltrazione resinosa del difetto, la comparazione (c) da pazienti che non hanno subito alcun trattamento del difetto ed infine l’outcome (o) rappresentato dal risultato estetico ottenuto in seguito all’infiltrazione resinosa e il mantenimento di tale risultato a medio e lungo termine.
Al termine della selezione la revisione ha incluso 15 studi clinici (studi controllati con o senza randomizzazione dei campioni) per un numero totale di 1.518 elementi dentali (difetti) in 374 pazienti.
Gli strumenti impiegati per valutare la stabilità cromatica dell’area di smalto infiltrata in resina sono stati l’analisi spettrofotometrica (8 articoli, 53,3% dei campioni), un sistema standardizzato di fotografie (8 articoli, 53,3% dei campioni) e l’ispezione visiva mediante i parametri del sistema Icdas-II (2 articoli, 13,3% dei campioni).
Il periodo di osservazione post trattamento delle aree di smalto infiltrato in resina è stato pari al breve termine (meno di 3 anni), medio termine (tra 3 e 5 anni) o lungo termine (maggiore di 5 anni).
Le conclusioni della revisione sistematica sono state che le aree demineralizzate da acidi organici (lesione cariosa iniziale) o ipomineralizzate pre-eruttive (ex fluorosi) trattate con il procedimento d’infiltrazione resinosa rimangono stabili negli anni in merito alle caratteristiche cromatiche ed estetiche ottenute.
Due studi inclusi riportano conclusioni a lungo termine in merito alla stabilità cromatica dello smalto infiltrato in resina.
Uno studio incluso riporta che a 6 anni le aree di smalto infiltrato in resina erano impercettibili all’occhio umano rispetto allo smalto sano periferico.
Implicazioni cliniche
1) L’infiltrazione resinosa è una procedura comprovata per arrestare la lesione cariosa in fase iniziale confinate nello spessore dello smalto e per mascherare i difetti pre-eruttivi dello smalto, di colore biancastro e abbastanza superficiali, rendendo il loro colore simile a quello dello smalto sano adiacente.
2) I difetti ipomineralizzati dello smalto infiltrati in resina si mantengono stabili riguardo le proprietà estetiche ottenute (mascheramento del difetto) nel medio e nel lungo termine.





