Potrebbero le statine apportare benefici al cavo orale, oltre che alle arterie? Un nuovo studio condotto in vitro, su colture cellulari, ha mostrato che questi farmaci ipocolesterolemizzanti aiutano a ridurre l’infiammazione associata alla malattia parodontale modificando il comportamento dei macrofagi, le cellule mononucleate tissutali essenziali nel produrre risposte immunitarie naturali e specifiche.
Le statine sono tra i farmaci più comunemente prescritti al mondo: solo negli Stati Uniti, vengono assunte da oltre 40 milioni di americani per abbassare il colesterolo.
La ricerca che suggerisce un’azione di miglioramento della salute delle gengive associata all’uso delle statine è stata coordinata da Subramanya Pandruvada, professore alla Medical University of South Carolina, che ne ha parlato al meeting annuale della American Society for Biochemistry and Molecular Biology tenuto a San Antonio, Texas, spiegando le nuove scoperte del suo gruppo, dopo lo studio preliminare pubblicato lo scorso anno su Cells. «Abbiamo replicato condizioni specifiche della malattia parodontale e dimostrato che l’introduzione di statine nel nostro modello in vitro modifica la risposta dei macrofagi – ha dichiarato Pandruvada –. Questo ci ha permesso di esplorare come farmaci come le statine possano aiutarci a trattare condizioni infiammatorie come la malattia parodontale».
Com’è noto, la parodontite si verifica quando la crescita di batteri nelle gengive induce il sistema immunitario a montare una risposta infiammatoria, contribuendo a sintomi come gonfiore, sanguinamento e degradazione ossea. Oltre ai trattamenti attualmente disponibili per la malattia in forma avanzata, che includono antibiotici, pulizie profonde delle superfici dei denti e delle radici e varie procedure chirurgiche, i ricercatori stanno cercando nuovi modi per affrontare il problema attraverso strategie di trattamento meno invasive.
Le indagini del gruppo di Pandruvada hanno preso spunto da alcuni studi precedenti, che avevano mostrato come le persone in terapia con statine tendono a mostrare meno segni di parodontite rispetto alla popolazione generale. Il nuovo studio è però il primo a identificare le vie biochimiche attraverso le quali le statine mostrano di ridurre l’infiammazione parodontale. E, in questi meccanismi biochimici, i protagonisti sono proprio i macrofagi. Queste cellule svolgono un ruolo importante nell’aiutare il corpo a combattere le infezioni, ma in alcuni casi possono anche aggravare l’infiammazione, a seconda della forma che assumono nelle diverse fasi della risposta immunitaria. I ricercatori hanno fatto crescere macrofagi e cellule delle gengive insieme e li hanno esposti a varie condizioni. Hanno così scoperto che l’esposizione a simvastatina, un comune farmaco statinico, ha soppresso la risposta infiammatoria dei macrofagi.
Si tratta ora di trasferire queste conoscenze di base alla clinica, per capire se una strategia di trattamento con statine possa configurarsi come approccio sicuro ed efficace per future terapie parodontali.
Giampiero Pilat
Giornalista Italian Dental Journal




