La TC Cone Beam, tecnologia ormai nota anche con l’acronimo CBCT (Cone Beam Computed Tomography), è una tecnica radiografica in grado di elaborare una accurata ricostruzione digitale in tre dimensioni con una notevole riduzione in termini di radiazioni somministrate al paziente. Nel seguente caso clinico si mette in evidenza l’importanza della TC Cone Beam nella progettazione della riabilitazione implantare. Grazie alle possibilità offerte dalla tecnologia TC Cone Beam, oggi è infatti possibile pianificare interventi chirurgici senza rischi e progettare il posizionamento di impianti dentali in modo sicuro, riducendo al minimo eventuali complicazioni che possono interferire con gli interventi programmati.
Si presenta alla nostra osservazione il paziente J. N. di 49 anni, sesso maschile. Il paziente richiede la sostituzione del secondo premolare inferiore sinistro (3.5).
All’ispezione e agli esami radiografici bidimensionali effettuati non si riscontrano particolari controindicazioni locali, ma si preferisce approfondire la sede e l’anatomia del forame mentoniero e del decorso del nervo mandibolare in questa porzione mandibolare. Molto spesso, infatti, il forame mentoniero appare nelle radiografie endorali o panoramiche come decisamente spostato in senso coronale, non consentendo in questo modo il posizionamento di un impianto di lunghezza sufficiente. Sappiamo tuttavia che molto di frequente l’andamento reale del nervo mandibolare, nella sede di emergenza mentoniera, segue in realtà un tragitto curvilineo e obliquo in senso medio-laterale e apico-coronale.
Per questo approfondimento si decide quindi di eseguire una TC Cone Beam con small FOV. Dalla TC Cone Beam si evidenzia infatti un decorso del nervo che non controindica la scelta di un impianto di lunghezza 8 mm, dimensione considerata oggi sufficiente per questo tipo di riabilitazione implanto-protesica.
La possibilità di evidenziare le strutture nobili in maniera selettiva, seguendo l’anatomia reale, e di eseguire una simulazione con la forma reale dell’impianto desiderato, può aiutare sensibilmente il clinico nella progettazione e nell’illustrazione al paziente della soluzione adottata.
Massimo Frosecchi
Libero professionista a Firenze





