Un lavoro pubblicato di recente su Laser Therapy mostra il ruolo importante che potrebbe essere svolto dall’utilizzo routinario della tecnologia Led in odontoiatria e i vantaggi che si potrebbero ottenere dalla sua applicazione nella Fotobiomodulazione (PBM) e nella Terapia Fotodinamica (PDT) per il trattamento di un gran numero di malattie orali.
Il gruppo di ricercatori dell’Ospedale Universitario cinese di Shijiazhuang e dell’Università “Côte d’Azur” di Nizza, coordinato dall’italiano Carlo Fornaini, fornisce una panoramica degli studi più recenti e interessanti sulla PBM e PDT mediante luce Led in parodontologia, endodonzia, ortodonzia, implantologia e medicina orale. «Il loro utilizzo – scrivono – offre diversi vantaggi rispetto al laser: la possibilità di trattare ampie superfici, basso costo e sicurezza per pazienti e operatori».
Purtroppo però ad oggi non esiste un apparecchio Led specifico per l’odontoiatria. «Cerco da anni di stimolare le aziende a produrre un apparecchio Led per l’odontoiatria, molto semplice ed economico da realizzare e molto interessante dal punto di vista clinico – rivela Fornaini –, ma sinora nessuna ha raccolto il mio suggerimento».
Fotobiomodulazione
L’ortodonzia è uno dei settori odontoiatrici in cui è stata pubblicata la maggior parte degli articoli scientifici riguardanti l’uso della terapia fotobiomodulante a Led. Gli studi dimostrano che può ridurre il dolore e migliorare la guarigione in diversi trattamenti odontoiatrici; inoltre, la luce Led può essere efficace nel trattamento dei disordini dell’Atm.
Mentre ci sono numerosi studi sull’uso del laser nella terapia fotobiomodulante in medicina orale, pochi riguardano l’utilizzo della luce Led. Studi recenti hanno però dimostrato che sia laser che Led accelerano la guarigione di ulcere orali e riducono la mucosite indotta da chemioterapia, con risultati promettenti anche nel trattamento della mucosite orale in pazienti oncologici.
Riguardo all’implantologia, alcuni ricercatori hanno studiato l’effetto della terapia fotobiomodulante con Led sull’osteointegrazione degli impianti dentali, dimostrando un impatto positivo sulla loro stabilità. Altri studi hanno anche rilevato un miglioramento della formazione ossea.
In parodontologia, si è cercato di stabilire gli effetti immunomodulatori potenziali dell’irradiazione della luce blu e infrarossa vicina sui fibroblasti gengivali e si sono studiati gli effetti battericidi e fotobiomodulanti dell’irradiazione Led a 470, 525, 590, 630 e 850 nm su diverse specie batteriche associate alla parodontite. In entrambi i casi, si è visto che potrebbe rappresentare un approccio promettente nella gestione della risposta iperinfiammatoria tipica della parodontite.
Terapia fotodinamica
Nel trattamento della parodontite, diversi studi hanno esaminato l’efficacia della terapia fotodinamica utilizzando la luce Led. Si è mostrato, in vitro, che la PDT con eritrosina e una fonte di luce verde LED riduce efficacemente la vitalità batterica su superfici di titanio modificato. Si è anche sviluppata una PDT non invasiva utilizzando una pomata fotosensibilizzante, confermando che la luce Led a 650 nm penetra nel tessuto molle e attiva sufficientemente la sostanza fotosensibilizzante, riducendo significativamente la perdita ossea alveolare e la produzione di citochine infiammatorie in modelli animali di parodontite.
Sono stati studiati gli effetti antibatterici della terapia fotodinamica utilizzando Led e laser su biofilm di E. faecalis nei denti umani estratti, scoprendo che la PDT con Led è più efficace nella disinfezione dei canali radicolari rispetto al laser, riducendo significativamente il numero di batteri. Inoltre, l’aggiunta della PDT-LED con blu di toluidina aumenta l’efficacia antibatterica contro E. faecalis nella disinfezione del canale radicolare.
Ultimamente, è stata valutata l’efficacia della PDT nel trattamento del lichen planus orale reticolare mediante uno studio in vivo, che ha mostrato un deciso miglioramento delle lesioni dopo dieci sessioni settimanali. Come metodo minimamente invasivo per trattare la leucoplachia orale, la PDT con utilizzo del blu di toluidina come fotosensibilizzatore e luce Led a 630 nm, ha ottenuto una riduzione significativa delle dimensioni delle lesioni, suggerendo che il blu di toluidina possa essere promettente nella terapia fotodinamica della leucoplachia orale.
Renato Torlaschi
Giornalista Italian Dental Journal




