L’European Academy of Paediatric Dentistry ha stilato delle linee guida per l’impiego degli antibiotici in età pediatrica per il trattamento di condizioni odontoiatriche. Una discriminante importante è l’eventuale coinvolgimento sistemico
Attualmente in Europa circa 670.000 infezioni batteriche legate all’antibiotico resistenza si sviluppano ogni anno con una ricaduta pari a 33.000 morti all’anno come conseguenza di questo fenomeno. Il problema diventa ancora più rilevante in odontoiatria dove, quasi sempre, è praticata una terapia antibiotica empirica, non mirata, ad ampio spettro.
L’uso appropriato degli antibiotici è dunque un obiettivo globale e lo diventa ancora di più quando si parla di età pediatrica, in quanto lo sviluppo di resistenze batteriche in età infantile preclude a questi soggetti la possibilità di disporre di alcune molecole antibiotiche per la cura di eventuali infezioni batteriche che possono presentarsi nel corso della vita. Per questo l’European Academy of Paediatric Dentistry (Eapd) ha pubblicato una policy contenente delle linee guida aggiornate in merito all’impiego degli antibiotici in età pediatrica per il trattamento di condizioni odontoiatriche. Il lavoro ultimo è stato preceduto da un questionario inviato dai consiglieri dell’Eapd agli odontoiatri di tutti gli stati europei con una buona percentuale di risposta allo stesso (85,2%) e con un risultato che metteva in evidenza come in meno della metà degli stati europei erano messe in pratica delle linee guida dedicate all’impiego degli antibiotici in odontoiatria pediatrica.
Le linee guida Eapd
Un gruppo di esperti è stato invitato dall’Eapd a selezionare le migliori conoscenze ed evidenze scientifiche riguardanti l’impiego di antibiotici in età pediatrica al fine di formulare delle linee guida aggiornate, presentate durante il seminario Eapd di Praga 2023.
Sono state considerate delle precise, e più frequenti, condizioni odontoiatriche che potrebbero prevedere l’impiego di antibiotici e, per ciascuna di queste, è stata individuata l’eventuale raccomandazione all’impiego del farmaco, la relativa forza di raccomandazione e il livello di evidenza scientifica. Riportiamo di seguito tali condizioni odontoiatriche con la relativa indicazione all’antibiotico.

Tabella 1: situazioni cliniche odontoiatriche che richiedono o meno il ricorso alla terapia antibiotica in età pediatrica e relativa raccomandazione clinica
Infiammazione o infezione pulpare senza segni di coinvolgimento sistemico
In caso di pulpite irreversibile, anche con segni concomitanti di parodontite o ascesso localizzato senza coinvolgimento sistemico, le linee guida Eapd indicano la necessità di intervenire clinicamente il prima possibile con opportuna terapia odontoiatrica, ma non prevedono l’impiego di una terapia antibiotica di supporto, sia per gli elementi dentali primari sia per quelli permanenti.
La forza di queste raccomandazioni è forte, con un livello di evidenza scientifica comunque basso per la qualità degli studi presi in considerazione per tali situazioni cliniche.
Infezione pulpare sintomatica con segni di coinvolgimento sistemico
In tutte quelle situazioni cliniche nelle quali l’infezione pulpare e/o periapicale non rimane localizzata ma si manifesta con un gonfiore extra orale, segni di coinvolgimento delle strutture linfonodali di competenza, febbre e malessere diffuso, è consigliato iniziare il prima possibile il trattamento odontoiatrico, se possibile, e associare anche un’adeguata terapia antibiotica di supporto (tabella 2).
Se il quadro appare di importante coinvolgimento sistemico, non è da escludere l’ospedalizzazione e il ricorso a terapia antibiotica per infusione venosa. Il trattamento odontoiatrico potrebbe anche prendere in considerazione l’avulsione dell’elemento dentale responsabile dell’importante quadro locale e sistemico.
La forza di queste raccomandazione è debole, così come è basso il livello di evidenza della stessa.
Reimpianto di elemento dentale avulso
Gli outcome da considerare nel caso di reimpianto dentale sono stati individuati nella sopravvivenza del dente e la salute dei tessuti pulpari e parodontali dello stesso. Le evidenze presenti sull’argomento sono davvero molto scarse e dunque le linee guida Eapd indicano che non è necessaria la terapia antibiotica dopo il reimpianto dentale (raccomandazione forte).
Malattia parodontale necrotizzante
Per l’età pediatrica si prendono in considerazione quei quadri di parodontite necrotizzante, spesso associata a situazioni di immunodeficienza.
In quelle condizioni cliniche complicate da malessere sistemico, febbre e linfoadenoapatia è consigliato un approccio terapeutico locale e sistemico comprendente il controllo dell’importante dolore e il supporto di una terapia antibiotica (tabella 2).
La forza di raccomandazione di queste indicazione è forte, seppur il livello di evidenza molto basso.
Pericoronarite
Nei quadri di pericoronarite la somministrazione di antibiotici non è indicata se è praticata, compatibilmente con il quadro clinico, un’adeguata terapia parodontale o chirurgica (drenaggio dell’essudato infetto, realizzazione di un opercolo che riduce la pseudotasca, estrazione chirurgica).
La forza di questa raccomandazione è forte, ma con un basso livello di evidenza.
Nelle situazioni cliniche nelle quali la pericoronarite è complicata da un coinvolgimento sistemico (febbre, malessere, interessamento linfonodale), la linea guida suggerisce invece il ricorso alla terapia antibiotica per coadiuvare il quadro clinico (tabella 2).
La forza di questa raccomandazione è debole, con un livello di evidenza molto basso.
Profilassi antibiotica
La profilassi antibiotica nei pazienti pediatrici è raccomandata se esistono condizioni che possono predisporre allo sviluppo di endocardite batterica in seguito a procedure odontoiatriche predisponenti.
Le indicazioni, il tipo di antibiotico e il suo dosaggio sono indicate dalla European Society of Cardiology in sinergia e collaborazione con la European Accademy of Paediatric Dentistry (tabella 2).
Le singole situazioni cliniche che richiedono la profilassi antibiotica per il rischio di sviluppare endocardite comprendono l’estrazione dentale, le procedure chirurgiche in generale, le perforazioni della mucosa orale (non l’anestesia locale), le procedure che coinvolgono i tessuti parodontali (scaling) e periapicali (terapia canalare di elementi dentali in necrosi pulpare).
Stefano Daniele
Odontoiatra






