L’infiammazione perimplantare rappresenta una sfida terapeutica importante nella pratica clinica quotidiana. Analogamente alla parodontite, la causa principale è l’accumulo di un biofilm patogeno nelle tasche intorno agli impianti, che spesso provoca un riassorbimento dei tessuti. A causa della complessità della superficie implantare, la rimozione del biofilm è molto difficile nella pratica clinica. In generale, i migliori risultati si ottengono con l’esposizione chirurgica del difetto e con un’accurata pulizia in più fasi e, per quanto possibile, mediante strumentazione meccanica a cielo aperto (1, 2).
Pulizia e decontaminazione
Un’opzione promettente per il trattamento adiuvante dell’infiammazione parodontale e perimplantare a cielo chiuso è un gel detergente a base di ipoclorito di sodio a bassissima concentrazione (0,5%) stabilizzato con amminoacidi (Perisolv, Regedent). Questo gel agisce specificamente sulle strutture tissutali infette degenerate ed è noto per la sua efficacia nella rimozione del biofilm, anche in caso di superficie ruvida dell’impianto (3). Inoltre, ha un effetto degranulante (4).
Sostenere la guarigione con acido ialuronico reticolato xHyA
È ormai noto che l’acido ialuronico favorisca il processo di guarigione, soprattutto in situazioni compromesse come i difetti perimplantari. Grazie al suo forte “effetto adesivo” (1g di acido ialuronico può assorbire fino a sei litri di acqua) (5), il sangue si lega immediatamente allo spazio del difetto, stabilizzando l’area della ferita pulita. L’acido ialuronico porta a una più rapida neoangiogenesi post-operatoria, velocizza la guarigione della ferita (6, 7), stimola una vera e propria rigenerazione parodontale e accelera la rigenerazione ossea (8, 9). La terapia combinata di applicazione aggiuntiva di gel detergente all’ipoclorito di sodio (0,5%) e acido ialuronico reticolato è già stata applicata con successo nel trattamento di tasche parodontali residue profonde.
Caso clinico
Il paziente, 49 anni, non fumatore, senza condizioni mediche significative, è stato indirizzato per il trattamento della perimplantite sull’impianto 12. L’impianto (Straumann, BL RC 10 mm) era stato inserito dieci anni fa (con aumento dell’osso nella regione apicale a causa di una fenestrazione) e riabilitato con una corona avvitata. Il paziente è stato sottoposto a regolari richiami di igiene dentale. All’ultimo richiamo è stata diagnosticata una perimplantite intorno all’impianto 12. L’esame radiologico ha mostrato un chiaro riassorbimento osseo mesiale all’impianto 12 (fig. 1). Dal punto di vista clinico, la profondità di sondaggio era di 7 mm con sanguinamento positivo al sondaggio e scarsa fuoriuscita di pus (fig. 2).
Il piano di trattamento comprendeva una pulizia meccanica non chirurgica della tasca, supportata dal concetto Clean&Seal: gel detergente costituito da ipoclorito di sodio stabilizzato con amminoacidi (Perisolv, Regedent) e sigillatura della tasca con acido ialuronico reticolato (hyaDENT BG, Regedent).
In primo luogo, la corona intorno all’impianto 11 è stata rimossa per facilitare l’accesso al difetto. La figura 3 mostra il quadro clinico dopo la rimozione della corona con fuoriuscita di pus come segno di infezione acuta.
Il trattamento implantare è stato eseguito in anestesia locale. La tasca è stata risciacquata con perossido di idrogeno (3%) e soluzione salina e i residui sono stati rimossi con una curette in titanio. Successivamente, è stato applicato più volte il gel detergente e lasciato agire per un minimo di 30 secondi. Di seguito la curette è stata utilizzata per rimuovere meccanicamente dalla tasca sia il biofilm dalla superficie dell’impianto (decontaminazione) che il tessuto di granulazione. Dopo tre o quattro applicazioni, il tessuto di granulazione può essere progressivamente rimosso in modo visivamente controllabile (figg. 4 e 5). In questo caso, dopo sei-sette applicazioni del gel detergente Perisolv con successiva strumentazione e risciacquo, il tessuto di granulazione è stato completamente rimosso e il difetto non presentava più alcun sanguinamento (fig. 6). La tasca è stata quindi risciacquata con perossido di idrogeno e soluzione salina. Infine, nella tasca è stato inserito acido ialuronico reticolato (hyaDENT BG, Regedent) (fig. 7) per sigillare la ferita e migliorare la guarigione della stessa e dei tessuti. La corona è stata riavvitata.
Il processo di guarigione è stato privo di complicazioni e sostanzialmente indolore. La figura 8 mostra la situazione alla visita di controllo a due mesi. La gengiva intorno all’impianto 12 è clinicamente compatta e priva di infiammazioni. Per non compromettere il potenziale di rigenerazione dei tessuti adiacenti, si rinuncia a sondare la tasca per sei mesi. Dopo sei mesi, i risultati clinici dei tessuti molli rimangono solidi e privi di infiammazione. La radiografia mostra una rigenerazione avanzata del difetto osseo (fig. 9).
Bibliografia:
1) Int. J. Oral Maxillofac. Implant. 2014, 29, 325–345.
2) Periodontol 2000 2015;68:168-181.
3) Clin Oral Investig. 2016 Nov;20(8):2165-2173.
4) Implants, 2016;1:6-14.
5) Universal Research Journal of Dentistry. 2013; 3:113.
6) J Periodontol. 2017;15:1-14.
7) Surgery 1991;109(1):76-84.
8) Quintessence Int. 2021;0(0):308-316.
9) Braz Oral Res. 2018;32:e84.
Thomas Liechti
Parodontologo a Berna (Svizzera)





